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BANGKOK - Non solo a Bangkok: le violenze di ieri hanno coinvolto anche diverse città nel nord e nel nordest della Thailandia, dove il movimento delle "camicie rosse" è più organizzato, con diversi edifici pubblici dati alle fiamme con modalità simili a quelle della capitale.
A Khon Kaen, una vera e propria roccaforte dei sostenitori dell'ex premier Thaksin Shinawatra, nel pomeriggio una folla di mille persone ha appiccato il fuoco al palazzo provinciale e poi alla sede dell'emittente televisiva NBT. Le proteste sono state disperse dall'intervento armato di personale della sicurezza di fronte alla residenza di Prachak Kaewklaharn, un politico locale del partito che nel dicembre 2008 tolse il suo sostegno a Thaksin e passò dalla parte di Abhisit Vejjajiva, consentendogli di formare l'attuale governo.
A Udon Thani e Mukdahan, sempre nel nordest, i manifestanti hanno devastato i rispettivi palazzi provinciali; a Udon Thani è andato in fiamme anche un ufficio municipale. A Ubon Ratchatani, il tentativo di appiccare il rogo al palazzo provinciale è stato impedito dalle forze di sicurezza, che hanno sparato ferendo sei rivoltosi.
A Chiang Mai, città natale di Thaksin, la più grande città del nord, gruppi di dimostranti hanno incendiato la residenza del vicegovernatore provinciale, oltre a cabine telefoniche e pneumatici.

SDA-ATS