La Svizzera vuole favorire il recupero dei capitali trafugati
Il governo svizzero ha offerto la sua collaborazione al progetto lanciato dalle Nazioni unite e dalla Banca mondiale per aiutare i paesi in via di sviluppo a recuperare i capitali rubati da uomini di Stato corrotti.
Questa iniziativa rappresenta un passo importante per lottare contro la corruzione, ha dichiarato il Dipartimento federale degli affari esteri.
Nei paesi in via di sviluppo, ogni anno da 20 a 40 miliardi di dollari vengono trasferiti illegalmente oltre frontiera. Questi capitali, sottratti da leader politici corrotti alle casse pubbliche, corrispondono al 20 – 40% dei fondi per l’aiuto allo sviluppo che i paesi più poveri ricevono dall’estero.
Oltre a perdere ingenti mezzi finanziari, i paesi colpiti da questo fenomeno si vedono spesso confrontati ad importanti conseguenze socioeconomiche, quali il deterioramento delle istituzioni pubbliche, la perdita della fiducia degli investitori privati e l’impoverimento della popolazione.
Lotta internazionale
Secondo la Banca mondiale (BM) e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), la lotta contro la corruzione e la fuga di capitali può essere vinta soltanto con un approccio internazionale. A tale scopo i due organismi hanno deciso di lanciare il progetto “Stolen Assets Recovery Initiative” (STAR), che mira a coinvolgere il maggior numero di paesi.
“Questa iniziativa favorirà la necessaria cooperazione fra paesi industrializzati e in via di sviluppo come pure fra settore pubblico e privato per fare in modo che gli averi rubati siano restituiti ai legittimi proprietari”, ha dichiarato il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon.
“Per coloro che derubano i poveri non dovrebbe esistere più alcun rifugio”, gli ha fatto eco il presidente della Banca mondiale Robert Zoellick. “L’emorragia di capitali rubati fa perdere a molti paesi in via di sviluppo risorse drammaticamente necessarie per lottare contro la povertà”.
Disponibilità del governo svizzero
Rallegrandosi per questa iniziativa, le autorità svizzere hanno annunciato di voler offrire la loro collaborazione per aiutare i paesi in via di sviluppo a recuperare i capitali rubati da uomini di Stato corrotti. In un comunicato pubblicato martedì, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha ricordato che la Svizzera ha restituito negli ultimi anni ai paesi d’origine circa 1,6 miliardi di dollari illecitamente sottratti alle loro casse pubbliche.
La Svizzera ha assunto “un ruolo di leader rispetto ad altre piazze finanziarie”, afferma il DFAE, rilevando che la nuova iniziativa per il blocco e la restituzione dei fondi illeciti va nel senso di un’azione congiunta a livello internazionale, auspicata dalla Confederazione.
“Alcuni paesi industrializzati, come la Svizzera, hanno cambiato il loro atteggiamento negli ultimi anni. Hanno capito che essere associati ai miliardi di dollari rubati da leader corrotti nei paesi poveri, può solo nuocere alla reputazione dei governi e dei principali istituti finanziari”, ha dichiarato in proposito anche Robert Zoellick.
Processo di Losanna
Concretamente la Svizzera sarebbe disposta a far parte del “Gruppo di amici” previsto per appoggiare STAR, ha spiegato l’ambasciatore Paul Seger, capo della Direzione del diritto internazionale pubblico del DFAE. Il diplomatico ha assicurato che con STAR verranno intensificati gli sforzi per incitare al buon governo i paesi in via di sviluppo, al fine di prevenire la corruzione.
Nel suo comunicato, il DFAE rammenta inoltre che la Confederazione ha avviato già nel 2001 il cosiddetto “Processo di Losanna” per promuovere la ricerca di soluzioni concrete nel dialogo tra gli Stati”. L’obiettivo è che “la restituzione di valori patrimoniali illegali avvenga con un processo trasparente e comprensibile, in modo che non rientrino in canali di stampo criminale”, si precisa.
swissinfo e agenzie
Secondo l’ONU e la Banca mondiale, i capitali provenienti da attività illegali (criminalità, corruzione, traffico di droga) si situano ogni anno tra 800 e 2’000 miliardi di dollari a livello mondiale.
Questi importi corrispondono al 2 – 5 % del Prodotto interno lordo (PIL) di tutti i paesi della comunità internazionale.
Nei paesi in via di sviluppo, ogni anno da 20 a 40 miliardi di dollari sottratti alle casse pubbliche vengono trasferiti illegalmente oltre frontiera.
La corruzione fa perdere ogni anno ai paesi africani circa il 25% del loro PIL.
Con 100 milioni di dollari recuperati dall’estero, i paesi in via di sviluppo potrebbero comperare vaccini per 4 milioni di bambini, garantire l’approvvigionamento di acqua potabile per 250’000 famiglie o fornire per un anno medicinali a 600’000 malati di aids.
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