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Democrazia diretta in Svizzera

Naturalizzazioni bocciate a Emmen: interviene il governo

Il Consiglio federale è deluso dalla votazione tenutasi nel comune lucernese di Emmen, in base alla quale è stata rifiutata la nazionalità svizzera a 48 persone provenienti dai Balcani, dalla Turchia e dall'Ungheria.

Si tratta di una tendenza pericolosa, ha affermato la consigliera federale Ruth Metzler davanti al Consiglio nazionale.

È importantissimo – ha argomentato la ministra della giustizia in risposta a un pacchetto di domande relative alla votazione di Emmen – che la decisione di concedere la nazionalità elvetica a una persona non venga presa in base a emozioni passeggere. La provenienza non deve comunque mai costituire un criterio di scelta, altrimenti ci si macchierebbe di discriminazione razziale.

Lo scrutinio di Emmen è un segnale di una tendenza ad «abusare del diritto popolare utilizzandolo ai fini di una politica discriminante», tendenza che si è mostrata anche in altri comuni. La stima nella Svizzera potrebbe diminuire, qualora si avesse l’impressione che la democrazia diretta permetta decisioni arbitrarie senza possibilità di ricorso. Anche i cittadini dei comuni devono rispettare i diritti fondamentali e i principi della Costituzione.

Il Consiglio federale è cosciente – ha aggiunto – della necessità di armonizzare e accelerare le procedure di naturalizzazione, evitando le decisioni arbitrarie. Entro la fine della legislatura verrà presentata una proposta per agevolare l’ottenimento della cittadinanza per i giovani stranieri della seconda generazione. «In questo modo verrà risolta una parte del problema», ha affermato.

Verrà, tra le altre cose, anche valutata l’introduzione di uno strumento giuridico che impedisca il rifiuto ingiustificato della nazionalità. Un gruppo di lavoro del Dipartimento federale di giustizia e polizia sta elaborando varie proposte: il rapporto finale è atteso entro fine anno.

Esempi come quelli di Emmen mostrano chiaramente come l’attuale legislazione permetta di giungere a decisioni dubbie: ci si trova di fronte a un’opposizione di fondo tra i principi della democrazia e il rispetto dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Si tratta di un problema politicamente e giuridicamente spinoso, dove è difficile trovare il giusto equilibrio.

«Non stiamo con le mani in mano, ci stiamo lavorando», ha concluso Ruth Metzler, precisando che «non sarà possibile presentare una pozione miracolosa, cercheremo però di rendere coscienti i cittadini del fatto che si tratta di decidere della sorte di esseri umani».

swissinfo e agenzie

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