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Risarcimento dalla Confederazione chiesto dai “presunti amici di Carlos”

L'ex procuratrice pubblica della Confederazione Carla Del POnte. Keystone / Alessandro della Valle

Potrebbe costare 240 mila franchi alla Confederazione la detenzione preventiva, ordinata dall'ex procuratrice generale Carla Del Ponte, dei due ticinesi sospettati di complicità con il terrorista venezolano «Carlos». La somma chiesta quale risarcimento.

Il caso è stato archiviato lo scorso giugno poiché in sei anni di indagini non sono stati acquisiti elementi sufficienti per promuovere un atto d’accusa. Giorgio Bellini e la sua ex compagna esigono ora un risarcimento danni e per torto morale.

Marcel Bosonnet, avvocato della ticinese, ha dichiarato giovedì mattina ai microfoni della Radio svizzera tedesca DRS, che nei prossimi giorni chiederà al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) un indennizzo globale di circa 200 mila franchi. A causa dell’arresto, la sua cliente perse il posto di lavoro presso il Comitato internazionale della Croce Rossa.

Per Bellini è già stata inoltrata all’MPC una domanda di risarcimento danni per 40 mila franchi, come ha confermato all’agenzia di stampa svizzera Ats la sua legale Barbara Hug.

I due ticinesi furono arrestati, assieme ad una coppia di ginevrini, il 19 settembre 1994, su ordine dell’allora procuratrice della Confederazione Carla Del Ponte, la quale li riteneva in stretti rapporti con il terrorista venezolano Ilic Ramirez Sanchez, alias Carlos.

I quattro furono scarcerati nei mesi successivi, poiché l’allora procuratrice non riuscì a trovare alcuna prova per l’incriminazione formale. Giorgio Bellini fu rilasciato il 30 novembre e la sua ex compagna il 13 dicembre.

Ma per la Procura federale la vicenda non era conclusa e i quattro continuavano ad essere sospettati. Le indagini, in Svizzera e all’estero, proseguirono. Fino al giugno scorso, quando, di fronte all’assenza di prove, il Ministero pubblico decise di archiviare il caso.

swissinfo e agenzie

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