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Svizzeri in carcere in Guatemala: stasera la sentenza definitiva

Scocca l'ora della verità per Nicolas Hänggi e Silvio Giovanoli, i due svizzeri in carcere in Guatemala da quasi tre anni per traffico di droga. Questa sera il tribunale d'appello di Zacapa emetterà la sentenza definitiva.

In prima istanza, nel settembre 1998, Hänggi e Giovanoli vennero indicati come appartenenti a una rete internazionale di trafficanti di droga denominata «connexión alemana» e condannati a vent’anni di reclusione. Nel processo di secondo grado le pene furono ridotte a rispettivamente tre e cinque anni di carcere, commutabili in multe, ma la sentenza fu poi annullata il 15 ottobre 1999 dalla Corte suprema del Guatemala su richiesta della pubblica accusa.

La «Sala de Apelaciones» di Zacapa è ora chiamata a prendere una decisione: può confermare la sentenza di secondo grado, e in questo caso i due svizzeri potrebbero essere presto rilasciati, oppure quella di prima istanza: Hänggi e Giovanoli dovrebbero allora rimanere in carcere per altri 17 anni.

Nella vicenda è implicato anche il padre di Nicolas Hänggi, Andreas, ex direttore della Nestlé in Guatemala, che in primo grado fu condannato a 12 anni di reclusione e successivamente venne assolto. Andreas Hänggi ha nel frattempo abbandonato il Paese centroamericano e si è rifugiato con la moglie in Argentina.

In dichiarazioni riportate dal quotidiano guatemalteco «Prensa Libre», l’avv. Lea de León, legale degli svizzeri, si è detta ottimista: «vi è l’ottanta per cento di possibilità che gli svizzeri siano rilasciati». Secondo la León, la sentenza di primo grado fu politica: il governo di allora volle dimostrare che faceva sul serio con i soldi versati dagli Stati Uniti per la lotta antidroga. Il nuovo governo guatemalteco, ha spiegato la León, ha invece un atteggiamento diverso: «la legge antidroga è rimasta la stessa, ma è cambiata l’interpretazione».

swissinfo e agenzie

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