Un approccio deciso per le coronarie degli anziani
Contrariamente ai trattamenti usuali, un intervento chirurgico è l'approccio migliore per curare gli anziani che soffrono di angina. Lo indica uno studio svizzero, recentemente pubblicato dalla rivista medica Lancet.
Raramente gli anziani che hanno problemi alle coronarie vengono sottoposti a un intervento chirurgico per migliorare la circolazione sanguigna nelle arterie. È opinione diffusa che il loro organismo non sia in grado di sopportare un’operazione e la relativa anestesia.
Uno studio svizzero, pubblicato sulla rivista medica Lancet, ha dimostrato il contrario: i pazienti di età superiore a settantacinque anni che entrano in sala operatoria corrono meno rischi dei loro coetanei che si limitano ad assumere farmaci. Matthias Pfisterer, cardiologo dell’Ospedale Universitario di Basilea, e i suoi colleghi hanno osservato 305 volontari ultrasettantacinquenni, sofferenti di angina cronica.
L’angina è un dolore acuto al torace che si manifesta dopo uno sforzo fisico o un’emozione intensa e dura pochi minuti. Il disturbo, molto diffuso tra gli anziani, è dovuto ad una momentanea riduzione del flusso sanguigno diretto al cuore e si verifica quando le arterie coronarie presentano dei restringimenti.
Pfisterer ha prescritto una terapia farmacologica a metà dei pazienti e ha sottoposto l’altra metà a un intervento di angioplastica, una tecnica chirurgica che permette di allargare le arterie introducendo al loro interno una sorta di palloncino gonfiabile. Durante i successivi sei mesi, il 49% dei pazienti trattati solo con i farmaci ha subito una crisi cardiaca seria, contro il 19% di quelli operati.
Al termine dello studio, i ricercatori di Basilea hanno sottoposto un questionario a tutti i volontari, per valutare la gravità dei loro sintomi. Risultato: la qualità di vita dei volontari che si erano sottoposti all’intervento di angioplastica era nettamente migliorata. Più di quella del secondo gruppo di pazienti.
“Nonostante i pericoli inevitabili di un intervento chirurgico per una persona anziana”, commenta Matthias Pfisterer, “i medici non devono scartare questo approccio quando curano un paziente con più di settantacinque anni. I benefici della chirurgia per chi soffre di angina sono superiori ai rischi”.
È la prima volta che uno studio di questo tipo viene effettuato su persone di età così avanzata, nonostante siano proprio loro quelle più colpite dai disturbi delle coronarie.
Maria Cristina Valsecchi
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