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Alinghi attende gli americani a pié fermo

Keystone

«Siamo pronti. Oracle venga ad affrontarci sull'acqua e non in tribunale!», afferma Ernesto Bertarelli. swissinfo.ch ha intervistato il patron di Alinghi in vista della sfida di febbraio a Ras al-Khaimah.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 ottobre 2009 - 10:58

Sull'isola artificiale realizzata in poche settimane nella laguna di Al Hamra – una località vacanziera poco lontana da Ras al-Khaimah, la capitale dell'omonimo emirato – la base di Alinghi è pronta. Nella zona di Oracle, invece, vi è per ora soltanto sabbia...

Gli statunitensi sono infatti restii all'idea di disputare qui la 33esima Coppa America, prevista nel mese di febbraio del 2010. E potrebbero anche non doverlo fare, dal momento che il regolamento del più antico trofeo sportivo del mondo offre loro ancora uno spiraglio.

Oracle contesta

La squadra statunitense contesta la designazione di Ras al-Khaimah come luogo per disputare la 33esima edizione della Coppa America. Oracle fa notare che la località è vicina all'Iran, paese notoriamente ostile agli Stati Uniti.

Secondo il regolamento della competizione, quest'ultima può essere disputata in febbraio nell'emisfero Nord soltanto se vi è un accordo reciproco tra le due squadre. Oracle ha quindi chiesto alla Corte suprema dello Stato di New York di annullare la scelta dell'emirato, prolungando così una battaglia giuridica che continua dal 2007.

Nel clan elvetico, invece, tutti sperano che la vera competizione possa finalmente svolgersi in acqua, e non nelle aule di tribunale.

swissinfo.ch: A che punto sono i preparativi per la 33esima Coppa America qui a Ras al-Khaimah?

Ernesto Bertarelli: Alinghi è pronta. Il battello è arrivato una ventina di giorni fa e abbiamo già svolto le prime prove in acqua, di fronte a rappresentanti della delegazione svizzera e dei media internazionali.

Siamo pronti a disputare la regata, a difendere i colori della Confederazione e a conquistare di nuovo la Coppa America. Attendiamo con impazienza che gli americani vengano a sfidarci.

swissinfo.ch: A questo proposito, quali risposte avete ricevuto?

E.B.: Siamo un po' delusi. Abbiamo l'impressione che tentino di evitare il confronto che hanno tanto voluto e tanto sollecitato. Ora siamo qui, davanti a un magnifico specchio d'acqua e con infrastrutture superbe. Lo ribadisco ancora una volta: noi siamo pronti.

swissinfo.ch: Come interpreta l'atteggiamento di Oracle?

E.B.: È molto difficile da capire. Forse non sono sicuri di avere una barca sufficientemente rapida per batterci, e cercano quindi di guadagnare tempo, o addirittura di non venire del tutto – per non perdere.

Però, quando si pratica uno sport – e tutti gli sportivi lo sanno bene – è necessario assumersi il rischio della sconfitta; in caso contrario, è meglio dedicarsi ad altro. Nello sport, infatti, il risultato non è mai certo: nel calcio la palla è rotonda, nel tennis le si deve far superare la rete, e nella vela per vincere si deve superare il traguardo per primi.

swissinfo.ch: Gli americani contestano la scelta degli Emirati Arabi, evocando segnatamente rischi dal profilo della sicurezza. Cosa rispondete?

E.B.: Se lo Stretto di Ormuz avesse veramente dei problemi di sicurezza, lo si saprebbe. Il 40% della produzione petrolifera mondiale passa da qui: in caso di reali difficoltà, il prezzo sarebbe il doppio di quello attuale.

Riassumendo: si tratta evidentemente di scuse per evitare la sfida. Spero comunque che alla fine i nostri avversari tornino alla ragione e all'onore, che vengano a battersi sportivamente contro la tecnologia elvetica.

swissinfo.ch: Per concludere, un commento sull'infrastruttura messa a vostra disposizione da Ras al-Khaimah.

E.B.: Semplicemente incredibile. Non soltanto per le sue dimensioni, ma soprattutto per la velocità di esecuzione. Pensavo che gli spagnoli avessero compiuto dei miracoli in occasione della 32esima Coppa America, ma devo ammettere che sono stati battuti.

L'impegno profuso e la qualità di quanto ci è stato fornito qui a Ras al-Khaimah sono eccezionali. L'acqua dirà chi è il più forte!

Mohamed Cherif, Ras al-Khaimah, swissinfo.ch
(traduzione e adattamento: Andrea Clementi)

La reazione di Oracle

Dal canto suo, Oracle – per bocca del suo portavoce Tom Ehman – ha replicato che «ovviamente siamo impazienti di gareggiare contro Alinghi», biasimando però la squadra elvetica.

Secondo gli statunitensi, infatti, Alinghi continua a non rispettare il regolamento per quanto concerne la sede della regata e altre disposizioni che svantaggerebbero Oracle. Ehman ha aggiunto: «Vi è da chiedersi chi ha paura di affrontare chi...».

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SVIZZERA-EMIRATI ARABI

Gli Emirati arabi uniti rappresentano il principale partner commerciale della Svizzera nel Vicino Oriente.

Nel mese di maggio del 2009, a Ras Al-Khaimah – nel nord degli Emirati Arabi Uniti – è stata posata la prima pietra del futuro campus locale del Politecnico federale di Losanna.

Inoltre, aziende elvetiche contribuiranno in misura importante alla realizzazione di Masdar, la futuristica area ecosostenibile che sarà costruita nei pressi della città di Abu Dhabi.

La Confederazione è pure una meta turistica molto apprezzata dai cittadini degli Emirati arabi uniti. Analogamente, gli Emirati sono tra le destinazioni più gettonate dagli svizzeri.

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swissinfo.ch

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