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“La Liberté” può finalmente abbracciare il lago

La lunga procedura di battesimo della galera è durata più di 2 ore Keystone

Decine di migliaia di persone sono accorse sabato pomeriggio a Morges per assistere al varo di una galera seicentesca costruita nell'ambito di un programma di reinserimento di disoccupati. Impressionante la cornice di folla, con 40'000 persone che dalla riva e sulle barche aspettavano il momento fatidico del varo. Attorno all'avvenimento è stata organizzata una grande festa dei mestieri medievali e rinascimentali che si protrarrà per tutta la giornata di domenica.

L’imponente scafo è stato trascinato sulla superficie del lago grazie a un sistema di martinetti idraulici e accompagnato da due autocarri che si sono mossi per due ore a passo di lumaca lungo due pontili di 75 metri. Frutto dell’ingegnosità e della perseveranza di Jean-Pierre Hirt, sindacalista e navigatore, la galera “La Liberté” è stata costruita in 5 anni da circa 600 lavoratori, salariati con fondi dell’assicurazione-disoccupazione. Hirt ha concepito l’idea in piena crisi economica, per dare una prospettiva a falegnami, carpentieri e ebanisti. Dopo aver ottenuto l’appoggio del governo vodese, dei sindacati, del comune di Morges e un fondo iniziale della lotteria romanda ha dato il via alla progettazione.

Grazie soprattutto alla documentazione messa a disposizione dal Museo della Marina di Parigi si è potuta realizzare la replica di una galera mediterranea medievale. Per questo l’impresa è stata anche molto criticata, le omonime barche lemaniche erano decisamente più piccole e meno appariscenti rispetto a La Liberté.

Resta il fatto che la galera è ora in acqua, con i suoi 55 metri fuori tutta di lunghezza, 8,7 di larghezza, 10 di altezza e 190 tonnellate di peso. E’ dotata di due motori diesel da 150 cavalli, ma una volta terminati i lavori potrà essere sospinta anche dal vento, grazie a due alberi di una ventina di metri, e dalla forza muscolare grazie ai suoi 41 remi.

Il grande progetto non è terminato e naturalmente continua a far discutere. Fra qualche mese la Liberté potrà imbarcare e portare a spasso i turisti, fino a 50’000 all’anno si dice. In un primo tempo sarà formato un equipaggio di una decina di marinai, con due capitani, e per le grandi occasioni saliranno a bordo 123 rematori volontari.

La fondazione si trasformerà in una piccola impresa che potrebbe dotarsi di un ormeggio speciale. Per lei si pensa ad un porto-villaggio che potrebbe funzionare come parco delle arti e mestieri medievali. Siamo ancora alla fase dello studio, ma la proposta – pur accompagnata da critiche – raccoglie già un certo numero di consensi. La struttura potrebbe nascere tra Morges e Préverenges tra due o tre anni.

Flavio Fornari

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