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Nudi sul ghiacciaio contro il riscaldamento climatico

Nudi nonostante il freddo: 600 attivisti si spogliano sull'Altesch per sensibilizzare in merito ai cambiamenti climatici Keystone

Circa seicento volontari hanno posato nudi sul ghiacciaio dell'Aletsch per il fotografo americano Spencer Tunick.

I partecipanti hanno seguito l’appello dell’organizzazione ambientalista Greenpeace, la cui intenzione è di attirare l’attenzione sui rischi legati ai cambiamenti climatici.

Circa seicento persone hanno posato nude sabato sul ghiaccio dell’Aletsch, contribuendo così alla realizzazione del progetto dell’artista statunitense Spencer Tunick e dell’organizzazione ambientalista Greenpeace.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare le autorità, incitandole ad agire contro il riscaldamento climatico. In un comunicato, Greenpeace ha infatti sottolineato che i corpi umani sono vulnerabili come i ghiacciai.

L’intento dichiarato, raffigurando simbolicamente la fragilità dei ghiacciai, è quello di giungere a decisioni rapide e coraggiose in materia ambientale.

“È necessario agire prima che sia troppo tardi” ha dichiarato Markus Allemann di Greenpeace, sottolineando il fatto che i ghiacciai alpini hanno perso un terzo della loro superficie e metà della loro massa durante gli ultimi 150 anni.

Nudo d’arte

I volontari hanno dovuto camminare per quattro ore prima di raggiungere il palcoscenico naturale. Essi non sono tuttavia rimasti senza vestiti per lungo tempo.

Una prima installazione artistica è stata allestita con 300 partecipanti e il ghiacciaio sullo sfondo; in seguito Tunick ha chiesto agli attivisti di spostarsi sul ghiacciaio stesso, dove sono stati poi fotografati.

Nato nel 1967, Spencer Tunick ha cominciato a fotografare nudi nelle vie di New York nel 1992. L’artista è poi diventato celebre per questo tipo di realizzazioni che ritraggono persone nude in gran numero, sovente in contesti urbani. Tunick si è tuttavia anche cimentato con nudi individuali, o a piccoli gruppi, inseriti in situazioni insolite. L’artista statunitense aveva già lavorato in Svizzera nel passato, per esempio in occasione di Expo.02 e a Friburgo.

swissinfo e agenzie

Il ghiacciaio dell’Aletsch, inserito nel patrimonio mondiale dell’Unesco, è il più esteso delle Alpi e copre oltre 120 chilometri quadri di superficie in Svizzera, nei cantoni di Berna e Vallese. Il suo nome deriva da una delle più elevate vette che dominano la zona, l’Aletschorn. L’Altesch ha origine dal bacino glaciale alla base delle maggiori cime dell’Oberland bernese, a meridione della famosa triade Jungfrau, Mönch, Eiger.

Il ghiacciaio è meta di numerosi alpinisti e scialpinisti, che ne risalgono il bacino per raggiungere le vette circostanti trovando un ideale punto d’appoggio nella Konkordiahütte, uno dei rifugi storici delle Alpi elvetiche. È inoltre meta degli studiosi e degli appassionati di speleologia glaciale.

Spencer Tunick è uso disporre i corpi aiutandosi con un megafono, dirigendo le operazioni dall’alto. I suoi modelli sono volontari radunati attraverso Internet che non ricevono alcun compenso finanziario.

L’opera di Tunick mira a restituire al corpo umano la sua dimensione reale, caratterizzata dalla diversità e dall’imperfezione che si contrappongono ai modelli perfetti e simili veicolati da media e pubblicità.

Il record di comparse è stato raggiunto a Città del Messico, dove l’artista ha riunito 18’000 persone svestite.

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