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Il sistema pensionistico svizzero

Christof Schürpf/Keystone

In Svizzera, la previdenza per la vecchiaia è costituita da un sistema misto pubblico-privato, basato in parte sulla redistribuzione e in parte sulla capitalizzazione. L'obiettivo è garantire ad anziane e anziani una pensione dignitosa e un'autonomia finanziaria.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 agosto 2022 - 16:45

Il sistema pensionistico svizzero poggia su tre pilastri, ovvero tre forme diverse e complementari di previdenza.

Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)

L'AVS è la previdenza statale obbligatoria e costituisce il I° pilastro del sistema pensionistico. Ogni persona adulta che lavora o risiede in Svizzera deve necessariamente versare contributi a questa assicurazione, e lo stesso vale per i datori di lavoro. Quasi il 30% delle risorse finanziarie dell'AVS proviene però da tasse riscosse dalla Confederazione.

Il I° pilastro poggia sul principio della redistribuzione: i lavoratori attivi pagano le pensioni di chi è anziano. Non c'è alcun accumulo di capitale. Le donne dai 64 anni di età e gli uomini a 65 beneficiano di una rendita di vecchiaia, mentre gli orfani, le vedove e i vedovi percepiscono una rendita per superstiti.

L'ammontare della rendita di vecchiaia dipende dagli anni di contributi e dal reddito conseguito, ma non supera mai i 2'390 franchi mensili per le persone sole e 3'585 per le coppie sposate. Qualora la pensione ricevuta non riesca a coprire il fabbisogno vitale, è possibile richiedere le cosiddette prestazioni complementari, che sono aiuti finanziati dallo Stato.

Con l'invecchiamento della popolazione, garantire il finanziamento dell'AVS è una sfida importante. Tuttavia, molti tentativi di riforma fatti finora si sono scontrati con forti resistenze della popolazione. L'ipotesi di un innalzamento dell'età pensionabile delle donne è particolarmente controversa.

Previdenza professionale (LPP)

La previdenza professionale costituisce il II° pilastro del sistema. È finanziata in maniera paritaria dal personale salariato e dai datori di lavoro. Ogni lavoratrice/lavoratore dipendente deve essere affiliato per legge a una cassa pensione gestita da rappresentanti del personale e della direzione.

La previdenza professione funziona sul principio della capitalizzazione: le/gli assicurate/i e le aziende per cui lavorano pagano i contributi alla cassa pensione, che investe il capitale accumulato per ricavarne un rendimento. Al momento del pensionamento, il capitale ottenuto è convertito in rendita. Le modalità del versamento possono in parte variare a seconda dell'istituto di previdenza, ma in ogni caso i contributi di lavoratrici e lavoratori vanno a costituire le prestazioni che esse/i stesse/i percepiranno un giorno.

La previdenza professionale si somma all'AVS e si pone come obiettivo il mantenimento del tenore di vita precedente.

Previdenza individuale

Il III° pilastro del sistema funziona sostanzialmente come una cassa di risparmio e consiste nell'effettuare versamenti su un conto privato e vincolato, deducibili dal reddito imponibile fino alla somma di 6'883 franchi per anno civile.

La previdenza individuale è facoltativa e può avere forma di un conto bancario o di una polizza assicurativa sulla vita. Il denaro e gli interessi potranno essere ritirati (e saranno tassati) al momento della pensione.

La costituzione di un III° pilastro presuppone che l'assicurata/o percepisca un salario relativamente elevato e possa quindi risparmiarne una parte allo scopo di tenere ancora più alto il tenore di vita nella terza età.

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