Consoli onorari e affari controversi: il Governo svizzero non intende intervenire
Nonostante una serie di casi controversi che hanno coinvolto consoli onorari stranieri in Svizzera, il Consiglio federale non ha alcuna intenzione di rafforzare la vigilanza. Si limiterà a riesaminare le procedure, mentre la Commissione di gestione del Consiglio degli Stati chiedeva misure più rigorose.
Traffico di opere d’arte, corruzione, frode, droga e armi, finanziamento del terrorismo, abusi sessuali e persino omicidio. Nel 2022, un’inchiesta giornalistica internazionaleCollegamento esterno aveva rivelato oltre 500 casi di consoli onorari nel mondo alle prese con problemi giudiziari.
La Svizzera non faceva eccezione. L’indagine aveva infatti fatto emergere il caso del miliardario e collezionista d’arte Urs E. SchwarzenbachCollegamento esterno, console onorario della Mongolia tra il 2010 e il 2022, condannato per non aver dichiarato centinaia di opere importate nella Confederazione, alcune proprio mentre era in carica.
A seguito della pubblicazione dell’inchiesta, le Commissioni di gestione delle Camere federali (CdG) hanno incaricato il Controllo parlamentare dell’amministrazione (CPA) di valutare i consolati onorari elvetici all’estero e quelli stranieri presenti in Svizzera.
Attualmente 122 consoli onorari rappresentanti 65 Stati sono accreditati in Svizzera. Queste persone non sono diplomatici di carriera: oltre alla funzione onorifica, svolgono un’attività professionale, spesso come imprenditori o avvocati.
I consoli onorari godono comunque di alcuni privilegi e di un’immunità parzialeCollegamento esterno. Ad esempio, le autorità straniere non possono sequestrare documenti dichiarati come ufficiali né perquisire i loro bagagli alla frontiera. Da qui il nodo centrale del Rapporto: come seleziona e controlla la Svizzera queste persone?
La valutazione del CPACollegamento esterno, pubblicata lo scorso novembre, mostra che il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ritiene limitata la propria responsabilità nei confronti dei consoli onorari presenti in Svizzera. Sostiene che sia lo Stato d’origine a dover vigilare sulle sue rappresentanze. Quando sono emersi casi problematici, il DFAE è intervenuto con cautela per non compromettere le relazioni bilaterali.
Diversi scandali emersi
Tra gli esempi citati nel rapporto figura quello di Hermann BeyelerCollegamento esterno, dal 2019 console onorario della Bielorussia in Svizzera. Nel 2024 l’ONG Libereco ne ha chiesto la revoca, accusandolo di danneggiare la reputazione della Svizzera e di usare il suo status per fini commerciali. Inchieste del gruppo Tamedia avevano rivelato che intratteneva affari molto remunerativi con il regime di Aleksandr Lukashenko, con la sua azienda divenuta uno dei principali fornitori del monopolio statale bielorusso di protesi.
Il DFAE ha però scelto di non intervenire, sostenendo che le accuse riguardassero aspetti morali e che non fosse stata dimostrata alcuna violazione di legge.
In una risposta scritta a Swissinfo, Beyeler respinge fermamente le accuse dell’ONG e quelle riportate dai media, giudicandole inesatte e fuorvianti. Afferma che la sua azienda avrebbe contribuito a colmare una grave carenza di protesi in Bielorussia grazie a forniture svizzere. Secondo Beyeler, le contestazioni sarebbero parte di una campagna a motivazione commerciale condotta da concorrenti estoni e statunitensi.
Sostiene inoltre che il suo status non abbia favorito i suoi affari e che, al contrario, dopo le pubblicazioni abbia subito forti svantaggi e minacce alla propria sicurezza e a quella della sua famiglia. Precisa infine che nel 2025 non è stata effettuata alcuna consegna di protesi svizzere verso la Bielorussia.
Nel suo rapporto, il CPA rileva anche che il DFAE non è sempre informato dei problemi. Nel 2021, i Pandora Papers hanno rivelato che il console onorario della Lituania in Svizzera gestiva società che occultavano beni immobiliari di oligarchi russi. “Il Protocollo del DFAE non era al corrente dei motivi che l’hanno indotto a lasciare la propria carica”, osserva il CPA.
Un’altra critica riguarda l’applicazione incoerente delle regole interne. In teoria, la Svizzera accetta un solo consolato onorario per regione linguistica; nella pratica, concede eccezioni. Monaco, per esempio, con soli 15 cittadini residenti in Svizzera, dispone di quattro consolati onorari, di cui tre nella Svizzera tedesca.
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Alla luce di tali constatazioni, la Commissione di gestione degli Stati ha chiestoCollegamento esterno al Consiglio federale maggiore fermezza. Ha raccomandato in particolare che il DFAE chiarisca le procedure di ammissione dei consoli onorari. “Considerata la situazione mondiale attuale, che in Svizzera si caratterizza con un elevato rischio di spionaggio, la Commissione vuole imprimere una svolta al modo in cui le autorità concepiscono il loro ruolo e sono consapevoli delle loro responsabilità”, si legge nel rapporto.
A titolo d’esempio, la commissione sottolinea le esitazioni del DFAE, che ha dato prova di poca fermezza nei confronti di un console onorario che per anni ha commesso infrazioni stradali in diversi cantoni, accumulando multe rimaste sistematicamente non pagate.
Il DFAE lo ha richiamato, ricordandogli che l’immunità copre solo gli atti svolti nell’esercizio delle sue funzioni. Nonostante ciò, l’uomo ha continuato a farlo fino all’apertura di un’inchiesta penale.
Il Consiglio federale non intende dare un giro di vite
Nella sua rispostaCollegamento esterno dell’11 febbraio, il Consiglio federale non sembra intenzionato ad andare oltre una revisione delle procedure di nomina di un consolato onorario. Ricorda soprattutto che la vigilanza sui consoli onorari presenti in Svizzera spetta allo Stato d’invio, “sul quale grava principalmente il rischio di un danno alla reputazione qualora il console onorario da esso nominato dovesse comportarsi in maniera inadeguata”.
Il Governo precisa che l’immunità dei consoli onorari si limita alle attività ufficiali e che essi sono tenuti a rispettare le leggi svizzere. In caso di indizi di comportamenti scorretti o illeciti, la situazione viene già valutata e i servizi competenti coordinano eventuali misure, che possono andare da un intervento diplomatico alla revoca dell’exequatur, ossia la cancellazione dello status di console onorario.
Un sistema che favorisce gli abusi?
Carlo Sommaruga, consigliere agli Stati socialista e membro della Commissione di gestione, riconosce che il margine d’azione della Confederazione è limitato: “È difficile intervenire nelle nomine fatte da altri Stati. Tuttavia, il DFAE deve agire con più fermezza di fronte a uno scandalo o a comportamenti che danneggiano la Svizzera come Paese ospitante”.
Le rivelazioni degli ultimi anni sollevano una domanda più ampia: il sistema dei consoli onorari favorisce l’occultamento di attività discutibili dietro un titolo onorifico e un’immunità parziale?
Sommaruga non vede un problema sistemico: “Può capitare che qualcuno aspiri al ruolo per nascondere talune attività, ma non credo che gli Stati inviino consapevolmente persone dubbie: sarebbe contrario ai loro interessi”.
Articolo a cura di Samuel Jaberg
Traduzione con il supporto dell’IA/mar
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