Borsa svizzera sotto la soglia dei 9000 punti, SMI -1,31%
(Keystone-ATS) Mattinata tutta negativa per la Borsa svizzera, che scende sotto la soglia psicologica dei 9000 punti: l’indice SMI dei titoli guida segna verso le 11.50 una flessione dell’1,31% a 8939,78 punti, mentre l’indice complessivo SPI arretra dell’1,23% a 8784,93.
Fattori di incertezza sono rappresentati dal clima di instabilità politica in Grecia e soprattutto dal forte calo dei prezzi del petrolio, che gli esperti interpretano come un segnale di raffreddamento della congiuntura mondiale.
Sotto pressione è finita nuovamente Transocean (-5,20%), che opera nel settore delle piattaforme petrolifere. Trascinano i listini verso il basso anche i pesi massimi difensivi, con Nestlé che scivola dell’1,12%, Novartis dell’1,09% e Roche dell’1,43%.
Cedimenti superiori al punto percentuale vengono registrati anche da UBS (-1,39%) e Credit Suisse (-1,69%), mentre Julius Bär contiene le perdite a -0,85%.
Non sfuggono al movimento al ribasso gli assicurativi (Zurich Insurance -0,98%; Swiss Re -0,84%), mentre prosegue nel segmento del lusso la discesa di Swatch (-0,97%). Più marcata ancora la flessione della concorrente Richemont (-2,31%), dopo i segnali di rallentamento in provenienza dalla Cina.
Tutti di segno meno i valori più esposti ai cicli congiunturali, con ABB che arretra dell’1,50%, Holcim dello 0,43% e Geberit dello 0,80%.