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Il segreto bancario elvetico di nuovo nella bufera?

Un informatore tedesco avrebbe proposto la consegna di nomi e dati di 1500 evasori tedeschi con conti in Svizzera. Questo è quanto ha scritto sabato il giornale "Frankfurter Allgemeinen Zeitung" (FAZ).

L’informatore avrebbe chiesto in cambio 2,5 milioni di Euro per queste informazioni. Per il momento, il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble non ha ancora deciso se accettare l’offerta.

Secondo la FAZ, finora, l’informatore avrebbe consegnato i nomi di cinque evasori al fisco tedesco per convincerlo della bontà dei dati in suo possesso. Questi, sempre stando alla FAZ, avrebbero sottratto mediamente 1 milione di Euro ciascuno al fisco germanico. L’intera lista potrebbe quindi, secondo un calcolo approssimativo, fruttare all’erario della Germania 100 milioni di Euro.

Nel 2008, i servizi segreti germanici avevano acquistato per 5 milioni di Euro i dati di evasori tedeschi con conti nel Liechtenstein. Questa decisione aveva però innescato accese polemiche.

Anche nel 2010, il segreto bancario non lascia dormire sonni tranquilli al governo elvetico.

Le relazioni con gli Stati uniti sono fragili dopo la decisione del Tribunale amministrativo federale che aveva giudicato parzialmente illegale l’accordo siglato in agosto tra Berna e Washington.

Con Roma il dialogo è difficile, da quando il ministro dell’economia italiano Giulio Tremonti ha dato avvio all’amnistia fiscale per rimpatriare i capitali degli evasori italiani.

Con la Francia, invece, il contenzioso fiscale a causa del furto di dati bancari alla filiale ginevrina della banca HSBC sembra rientrato. A Davos, in occasione del WEF, il ministro delle finanze svizzero Hans-Rudolf Merz ha affermato che i due paesi hanno trovato una soluzione consensuale.

Sul fronte tedesco, fino a ieri, tutto sembrava tranquillo: erano in atto le trattative fra Berna e Berlino per siglare un trattato di doppia imposizione.

swissinfo.ch e agenzie

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