Oggi in Svizzera
Care svizzere e cari svizzeri all’estero,
Un treno deragliato a Goppenstein e atti di vandalismo alla stazione di Losanna hanno provocato numerose soppressioni di collegamenti sulla rete ferroviaria elvetica.
I media svizzeri oggi parlano anche di chi si trasferisce oltre i confini della Confederazione, in luoghi esotici o appena al di là del confine, per vivere con meno preoccupazioni economiche.
Buona lettura!
La Svizzera è costosa e sempre più persone, dopo aver effettuato qualche calcolo, lasciano il Paese. Che si tratti di ticinesi o di pensionati, attraversare il confine sembra diventare sempre più un’ancora di salvezza per riuscire a mantenere il proprio tenore di vita.
Dal canton Ticino sempre più residenti si trasferiscono nella vicina Italia, dove gli alloggi costano la metà. Mantengono però il loro lavoro in Svizzera. Secondo la RSI, il 22% dei trasferimenti riguarda ex residenti che tornano in Ticino quotidianamente come lavoratrici e lavoratori frontalieri.
A Panama o Dubai le persone anziane non sono considerate un peso, bensì “promotrici dell’economia”, scrive la NZZ am Sonntag. Grazie all’esenzione fiscale e agli sconti su hotel o voli, chi ha 60 anni o più diventa il motore di crescita ambito in un’industria globale miliardaria.
Il numero delle persone svizzere over 60 che emigrano è quasi raddoppiato dal 2012, raggiungendo quota 6’161 nel 2024. A Panama, in Costa Rica, in Ecuador o in Paraguay, secondo Blick, una rendita mensile di 850 dollari e un casellario giudiziale pulito bastano spesso per ottenere un permesso di soggiorno a vita.
A Dubai il rilascio del visto richiede talvolta solo sette giorni. Le pensionate e i pensionati di oggi sembrano scegliere il proprio domicilio secondo criteri puramente economici.
Due eventi separati, lo stesso risultato: paralisi del sistema ferroviario. Mentre nel canton Vallese una valanga ha fatto deragliare un treno, causando il ferimento di alcune persone, a Losanna materiale pirotecnico lanciato da tifosi di calcio ha mandato in tilt lo snodo ferroviario più importante della Svizzera occidentale.
A Goppenstein, nel canton Vallese, lunedì mattina un Regio-Express è deragliato a causa di una valanga. La polizia segnala cinque feriti su un totale di circa 30 passeggeri. Le limitazioni sulla linea Goppenstein–Briga dureranno almeno fino a martedì mattina alle 4:00.
Nella stazione di Losanna, nella tarda serata di domenica, 40 cavi di scambi e segnali sono andati a fuoco quando un gruppo di tifosi ha lanciato materiale pirotecnico sulle installazioni ferroviarie.
Il rogo è stato rapidamente domato, ma la riparazione è estremamente complessa: occorre verificare circa 1’000 collegamenti. Tutta la rete è stata colpita da forti ritardi e soppressioni e sono stati impiegati autobus sostitutivi.
L’incidente rivela, secondo Le Temps, la poca flessibilità del sistema ferroviario elvetico. Senza il collegamento Losanna–Renens sono necessari grandi deviazioni via Bienne. Anche questa chiusura durerà apparentemente fino a martedì mattina alle 4:00.
L’attualità svizzera accostava oggi i campanacci svizzeri e la falsificazione di pagine del sito di SRF. Cosa hanno in comune? Secondo due esperti sarebbero strumenti di una strategia russa volta a indebolire deliberatamente la democrazia svizzera.
L’emittente statale russa RT DE ha utilizzato screenshot falsificati di SRF per fare propaganda a favore dell’iniziativa che intende ridurre il budget della Società svizzera di radiotelevisione (SSR, di cui fa parte anche Swissinfo). Il popolo si esprimerà in merito in votazione l’8 marzo.
Un tale intervento diretto di un media straniero nella campagna di voto elvetica mostra che la democrazia diretta della Svizzera è coinvolta in una guerra dell’informazione globale. Il comitato a favore dell’iniziativa ha preso le distanze dalle accuse contenute nell’articolo russo.
Secondo Ulrich Schmid, professore di cultura e società russe all’Università di San Gallo, l’obiettivo è seminare sfiducia nei confronti dei media di qualità, come spiega al Tages-Anzeiger. Occupandosi di temi emotivi come la neutralità, RT (ex Russia Today) punta ad alimentare le divisioni sociali e creare terreno fertile per le narrazioni autoritarie.
Nel frattempo, un gruppo di cittadini svizzeri con grossi campanacci si sono fatti sentire a Mosca marciando rumorosamente verso l’ambasciata elvetica per chiedere una normalizzazione delle relazioni con la Russia.
Questi “Freundschaftstrychler” (trad. let. “Suonatori di campanacci per l’amicizia”) sono “ingenuamente utili” per il Cremlino, afferma il sociologo Marko Ković, studioso di teorie del complotto, in un’intervista a Der Bund. Le immagini dei campanacci svizzeri sono oro per la propaganda, poiché consentono d’inscenare una presunta frattura tra i Governi occidentali e i loro popoli.
I droni sono molto più di un giocattolo o di un’arma. I campi di utilizzo sono innumerevoli. Ma dove si testano quelli con usi particolari, come quelli che innescano preventivamente le valanghe o ispezionano i tralicci elettrici? Il canton Uri vuole diventare un laboratorio di punta a livello internazionale in questo ambito.
Uri è noto per le sue valli strette. L’“Alpine Drone Consortium” vuole ora sfruttare questa aspra topografia come banco di prova, riferisce la Urner Zeitung. L’associazione con sede ad Altdorf riunisce produttori, università e rappresentanti dell’economia. Oltre ad Uri, sono coinvolti anche i Cantoni Grigioni e Ticino.
La logica è semplice: chi sa volare in sicurezza in montagna può farlo ovunque. Tuttavia, sussistono ancora ostacoli legali: l’Ufficio federale dell’aviazione civile considera il progetto “ambizioso”, poiché le autorizzazioni per creare zone di test sono giuridicamente molto complesse.
Il Canton Uri si posiziona consapevolmente come “biotopo dell’innovazione per la tecnologia dei droni”. L’obiettivo, secondo il direttore del dipartimento dell’economia urano, Urban Camenzind, è attirare a lungo termine produttori di droni e nuovi posti di lavoro in montagna attraverso le zone di test.
Tradotto con il supporto dell’IA/Zz
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