La ripresa c’è, ma è fragile
I segnali di ripresa dell’economia mondiale si sono rafforzati e anche il mercato elvetico è in progressione, ha comunicato giovedì la Banca nazionale svizzera che dà però prova di prudenza: le condizioni del settore finanziario potrebbero tornare a peggiorare.
Vista la fragilità della ripresa economica in atto, la Banca Nazionale svizzera ha deciso giovedì di lasciare invariato il suo tasso direttore.
La fascia di oscillazione del Libor a tre mesi, principale parametro di riferimento dell’istituto di emissione, rimane così compresa tra lo 0 e lo 0,75%, con l’obiettivo di un valore di riferimento attorno allo 0,25%.
Tenuto conto delle profonde incertezze sull’evoluzione della congiuntura, l’istituto alimenterà “generosamente” con liquidità l’economia, sospendendo però gli acquisti di obbligazioni in franchi svizzeri da debitori privati. Si opporrà inoltre “in modo risoluto” a un apprezzamento eccessivo del franco nei confronti dell’euro.
L’attività economica è tornata a crescere a partire dal terzo trimestre, ma il prodotto interno lordo scenderà di circa l’1,5% sull’insieme dell’anno. Quanto al 2010, la banca centrale si aspetta un ritorno alla crescita fra lo 0,5 e l’1%.
La BNS indica inoltre che le condizioni del settore finanziario, sebbene in via di ristabilimento potrebbero tornare a peggiorare. Il rischio di deflazione rimane perciò concreto e un aumento dei tassi al momento non è opportuno.
La previsione relativa all’inflazione rimane praticamente stabile rispetto al settembre scorso: il rincaro annuale medio del 2009 sarà negativo, intorno allo -0,5%. Per il 2010 e il 2011 è invece attesa una progressione dei prezzi rispettivamente dello 0,5 e dello 0,9%. Queste stime mostrano come la politica monetaria espansiva non potrà essere mantenuta all’infinito senza mettere in pericolo, a medio e lungo termine, la stabilità dei prezzi, mette in guardia l’istituto.
swissinfo.ch e agenzie
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