Nessun risarcimento nel processo Kudelski
L'accusa di spionaggio industriale inoltrata dal gruppo vodese attivo nel mercato dei decodificatori per TV a via cavo nei confronti della società statunitense NDS è stata respinta da un tribunale californiano.
Il gruppo Kudelski e il suo cliente americano Echostar avevano chiesto un miliardo di dollari a titolo di risarcimento. La ditta NDS (News Digital Systems), un’entità dell’impero mediatico di Rupert Murdoch, era stata accusata di aver reclutato degli “hacker” per decriptare i sistemi di sicurezza delle carte Kudelski, utilizzate nei decodificatori, e di aver divulgato i codici su internet. Una manovra che ha fatto felice diversi teleutenti, ma che avrebbe fatto perdere a Echostar centinaia di migliaia di dollari.
Dopo quattro settimane di processo, la giuria popolare della Corte di giustizia federale del distretto centrale della California ha stabilito che NDS è sì colpevole di pirateria, ma non si è potuto dimostrare o provare la legittimità della richiesta di risarcimento formulata da Echostar. Al cliente di Kudelski è stato accordato un indennizzo di 2’000 dollari.
Kudelski e ed Echostar hanno comunicato di non aver l’intenzione di presentare un ricorso. «Non è esatto dire che abbiamo perso», ha affermato André Kudelski, secondo cui «l’elemento chiave della vertenza, ovvero il fatto che NDS ha piratato i sistemi, è stato dimostrato».
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