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Calmy-Rey parla della ricostruzione dell'Iraq

La tenda reale che ospita la riunione straordinaria del WEF in Giordania Keystone

Al secondo giorno della conferenza del Forum Economico Mondiale (WEF) in Giordania, Micheline Calmy-Rey ha insistito per una ricostruzione multilaterale dell'Iraq.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 giugno 2003 - 12:07

La consigliera federale ritiene che un'occupazione militare diventi a lungo termine un fattore di instabilità.

«Siamo convinti che la risoluzione 1483 dell' ONU sulla ricostruzione in Iraq debba essere una garanzia sostanziale per un approccio multilaterale e una effettiva coordinazione tra i donatori».

È quanto ha dichiarato Micheline Calmy-Rey alla conferenza straordinaria sul Medio Oriente e Iraq del 'Forum Economico Mondiale' di Davos a Shouneh, in Giordania.

Deve decidere il popolo

La ministra svizzera degli esteri ha affermato che: «il nuovo Iraq deve contribuire alla pace e alla stabilità del Medio Oriente e del mondo» e stabilendo un confronto tra la situazione in Iraq e il conflitto israelo-palestinese, Calmy-Rey ha messo in guardia contro l'occupazione militare del paese.

«Invece di essere un fattore di stabilizzazione, l'occupazione diventa un fattore di instabilità e rende difficile la gestione di una transizione verso la democrazia», ha sottolineato nel suo discorso.

La consigliera federale ritiene inoltre che: «la popolazione irachena debba scegliere da sola il proprio governo e il proprio sistema politico». È solo partendo da questo presupposto che la comunità internazionale potrà instaurare il processo di ricostruzione.

D'altro canto, sul piano economico la responsabile della diplomazia elvetica sottolinea che è l'insieme del settore - e non solamente l'industria petrolifera - che deve essere ristrutturato. L'agricoltura deve anche avere un ruolo centrale in questo processo, secondo lei.

Il ruolo delle donne

La Calmy-Rey riconosce d'altronde che il compito è tutt'altro che semplice, ma che la comunità internazionale deve fare il possibile per permettere alla generazione dei giovani di guardare verso il futuro. E per far ciò Calmy-Rey insiste sulla mobilitazione e l'appoggio delle risorse locali, umane e naturali.

La consigliera federale ha anche sottolineato il ruolo molto importante che giocano le donne per l'avvenire del paese. La loro posizione nella società irachena deve essere «riconosciuta e valorizzata».

Sul piano culturale, politico e religioso, Calmy-Rey fa appello ad una nuova costituzione irachena che rifletta un equilibrio tra il principio della sussidiarietà e dell'unità nazionale.

Incontri bilaterali e iniziative per la pace

Questo discorso, pronunciato ad una tavola rotonda sull'Iraq, ha suscitato discussioni interessanti, ha indicato Simon Hubacher, portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), raggiunto dall'ats.

Dopo il suo intervento, Micheline Calmy-Rey ha avuto diversi incontri bilaterali con i suoi omologhi: con il tedesco Joschka Fischer, il palestinese Nabil Chaath, la spagnola Ana de Palacio e con il ministro serbo delle finanze, Bozidar Djelic.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Il WEF lancia durante la conferenza 5 iniziative di pace e di svilulppo in Medio Oriente.
Partecipanti: più di 1200, di 65 nazionalità.

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