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2007: l’anno dei Celti in Svizzera

I musei organizzano anche dimostrazioni dell'abilità dei celti di forgiare il ferro (foto Latenium)

Il sito celtico di La Tène, sul lago di Neuchâtel, è stato scoperto 150 anni fa. In occasione del giubileo il Laténium di Neuchâtel, il museo Schwab di Bienne e il Museo nazionale di Zurigo prevedono diverse manifestazioni.

I celti sono il primo denominatore comune dell’Europa a nord delle Alpi: fatto anche sfruttato illegittimamente da alcuni gruppi politici, ansiosi di riconoscersi in mitiche tradizioni ancestrali.

Durante tutto il 2007 i musei ospiteranno esposizioni, organizzeranno feste “celtiche”, con tanto di cinghiale e fiumi di birra, ed altri eventi per il grande pubblico. Ma l’occasione viene anche sfruttata per un progetto scientifico, finanziato dal Fondo nazionale di ricerca, destinato a riunire i reperti dello scavo, che sono sparsi in vari musei di tutto il mondo.

Gli oggetti e la documentazione verranno riesaminati alla luce dei progressi fatti dalla ricerca archeologica negli ultimi anni. Precedentemente si pensava ad esempio che il sito di La Tène, uno dei più importanti d’Europa, fosse un luogo militare o di scambi commerciali, vista la presenza importante di armi e di ponti. Ora l’ipotesi più accreditata è quella del luogo di culto.

“Siamo arrivati a questa conclusione anche confrontando La Tène con scoperte recenti di santuari celtici nel nord della Francia: vi è una tale accumulazione di utensili, di armi, di gioielli, di ossa animali e umane”, spiega a swissinfo l’archeologa Gianna Reginelli, incaricata degli scavi attuali. Si tratterebbe insomma di offerte votive.

Saltano agli occhi ad esempio i crani umani con evidenti segni di colpi d’ascia: probabilmente nemici i cui cadaveri venivano esposti: subivano quel trattamento da vivi o da morti? Fatti ancora da accertare. A La Tène sono state ritrovate pure molte armi piegate, o che portano segni praticati volontariamente sulla lama. “Non sono gli stessi segni che lasciano le spade di due guerrieri che si combattono. Potrebbe dunque trattarsi di un rituale: l’uccisione simbolica dell’arma del nemico”, continua Reginelli.

Bisogna ricordare che i reperti trovati a La Tène erano sott’acqua, in una parte del lago dove non venivano praticamente mai smossi dalle onde e sono quindi molto ben preservati dall’usura e dall’ossidazione.

Il mito dei celti

La civiltà celtica è forse il più antico denominatore comune delle popolazioni dell’Europa del centro-nord: un fatto sfruttato da certi movimenti politici, tipo la Lega del Nord in Italia o alcuni gruppi di destra in Francia, per fabbricarsi un’immaginaria identità di gruppo, che si distingua fortemente rispetto a quella dei popoli vicini o stranieri.

“È un tema piuttosto delicato”, ammette Gilbert Kaenel, direttore del museo archeologico di Losanna e specialista dell’età del ferro. “I celti sono tornati di moda, per così dire, nel XIX secolo, in uno slancio romantico che voleva a tutti i costi ancorare l’identità di un popolo in un’antichità comune, in tradizioni ancestrali che giustificassero la creazione degli stati nazionali. È vero, esistono purtroppo delle deviazioni inquietanti: gruppi estremisti ad esempio che utilizzano questi miti per fomentare l’odio nei confronti degli stranieri”.

Nessun documento scritto, costruzioni in legno

I celti erano popolazioni già installate nella parte temperata dell’Europa: poco a poco si sono trasformati, hanno adottato le lingue indoeuropee, che oggi sono il francese, l’italiano, il tedesco, ecc. Lingue che effettivamente hanno un substrato comune.

Ma cosa ci hanno trasmesso di fondamentale i celti? È facile, vista la contemporaneità della civiltà di La Tène, nella seconda metà del primo millennio a.C., con quella etrusca, e poi greco-romana, fare paragoni e ridurre l’importanza dei celti per la storia dell’umanità. Ma si tratta semplicemente di culture in stadi di sviluppo diversi, spiega l’archeologo.

“Il fatto che non avessero una storia e una letteratura scritta rende tutto più difficile da interpretare. Ma esistono ancora dei popoli su questo pianeta che hanno solo una tradizione orale e questo non significa che siano più poveri di noi dal punto di vista culturale. Semplicemente si esprimevano in un modo diverso”, precisa l’archeologo.

Purtroppo non abbiamo prove materiali di ciò che è stato trasmesso dai celti di generazione in generazione in termine di comportamento, tranne le testimonianze scritte riportate in epoche successive. Eppure ci sono molte tradizioni, credenze, pratiche, nomi di luoghi che ci legano a questa civiltà.

Per fortuna esistono degli oggetti ben conservati. Soprattutto d’artigianato e utensili di ferro come martelli, zappe, attrezzi utilizzati dai fabbri, dai muratori, dai falegnami.

“Oggetti che avevano già raggiunto il massimo della perfezione tecnica e che si potrebbero trovare tali e quali nelle campagne del XIX o dell’inizio del XX secolo. Noi ne siamo gli eredi, attraverso l’epoca romana, il Medio Evo, fino all’inizio dell’epoca industriale”, conclude l’esperto dell’età del ferro.

swissinfo, Raffaella Rossello, La Tène

Il progetto “Anno dei Celti 2007” segna l’anniversario dei 150 anni delle prime scoperte realizzate sul sito archeologico di La Tène, sul lago di Neuchâtel.

Dal 2003 sono ricominciati nuovi scavi archeologici a La Tène.

Gli oggetti in ferro e legno sono eccezionalmente ben conservati: sott’acqua sono stati protetti dall’ossidazione.

Molto conosciuto dagli specialisti della civiltà celtica, il sito di La Tène ha perfino dato il nome alla seconda fase dell’età del ferro (dal 450 al 50 a.C.)

La maggior parte degli oggetti scoperti a La Tène sono conservati al museo archeologico di Neuchâtel (Laténium), al museo Schwab di Bienne e al museo nazionale di Zurigo.

Diversi grandi musei (Ginevra, Boston, Chicago, San Pietroburgo) conservano pezzi acquistati all’inizio degli scavi.

Un progetto del Fondo Nazionale di ricerca, della durata di tre anni, metterà a confronto tutti i reperti per re-interpretarli alla luce delle nuove scoperte scientifiche e archeologiche (soprattutto grandi santuari celtici nel nord della Francia).

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