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Il ministro Burkhalter a Lugano per il Dies Academicus

In occasione del Dies Academicus presso l'Università della Svizzera italiana, il ministro dell'interno Didier Burkhalter si è recato per la prima volta in Ticino in veste ufficiale.

Nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, e il decimo dell’ateneo, il consigliere federale ha dapprima ricordato alcuni eventi e istituzioni di carattere culturale e scientifico che conferiscono al Ticino una dimensione nazionale: il Festival del film di Locarno, il Centro di calcolo scientifico, l’Istituto oncologico della Svizzera italiana e l’università stessa.

In seguito, Burkhalter ha ricordato che la Confederazione, per restare attrattiva e all’avanguardia nei campi dell’educazione e della ricerca, «dovrà battersi, mostrarsi creativa e dinamica, imparare a superare e a spostare le barriere tra Cantoni e Confederazione, tra la Svizzera e i suoi vicini, tra il settore privato e il settore pubblico».

«Di fronte alla maggiore concorrenza, il nostro paese dovrà battersi per mantenere il suo livello d’eccellenza. E in questo, come in altri campi, la migliore difesa è l’attacco. Dobbiamo dunque prendere iniziative, essere creativi, mantenere il nostro dinamismo e la nostra flessibilità. La parola chiave è eccellenza!», ha fatto sottolineato il ministro.

In questo senso, ha concluso, l’Università della Svizzera italiana – «internazionale, interdisciplinare e innovativa» – costituisce un modello. Burkhalter ha pure lodato il progetto di creazione di un polo formativo nel settore medico.

Dal canto suo, il presidente dell’USI Piero Martinoli ha sottolineato che l’ateneo «è pronto ad assumersi il ruolo di motore dei processi di trasformazione e di rigenerazione della realtà locale», indicando in particolare due vettori di sviluppo: le scienze computazionali e quelle biomediche.

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