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Accuse danesi alla polizia zurighese

In trasferta a Copenhagen... Keystone

Dopo gli scontri di Copenhagen, le autorità danesi denunciano l'insufficienza di informazioni ricevute sul rischio hooligans rappresentato dai fans del FC Zurigo.

La polizia svizzera respinge le critiche. Giovedì sera un centinaio di tifosi svizzeri sono stati fermati a margine di un incontro di Coppa UEFA tra il Bröndby IF ed il FC Zurigo.

I fatti si sono verificati prima del fischio d’inizio. I tifosi al seguito della formazione elvetica hanno aggredito i nove poliziotti che avrebbero dovuto accompagnarli dalla stazione ferroviaria di Brödbyvester (Copenhagen ovest) allo stadio di Bröndby con lanci di bottiglie, sassi ed utilizzando cinture borchiate.

A far scattare la violenza è stato il tentativo degli agenti di fermare un tifoso che aveva disegnato graffiti nel treno.

La polizia è quindi intervenuta sparando sette colpi d’avvertimento a salve. Tre poliziotti e uno dei tifosi svizzeri sono rimasti leggermente feriti, hanno indicato le forze dell’ordine danesi in una conferenza stampa.

Quattro incriminazioni

La maggior parte dei tifosi fermati verrà rilasciata, ma quattro di essi verranno denunciati, ha affermato il portavoce della polizia danese Arne Wissing, precisando che i fans sono stati «molto aggressivi».

I poliziotti impiegati nell’operazione, tutti in civile, sono persone con molta esperienza, ha indicato Wissing, precisando che con il degenerare della situazione non hanno potuto far altro che sparare a salve in aria per calmare gli animi.

Il tifosi zurighesi si erano recati in trasferta in Danimarca per seguire l’incontro di andata di coppa UEFA tra il Bröndby Copenhagen e lo Zurigo (vittoria dei danesi per 2 a 0).

Critiche alla polizia svizzera…

La polizia danese ha deplorato la mancanza di informazioni da parte dei colleghi zurighesi, che avevano valutato la partita di Coppa «a basso rischio».

Secondo Arne Wissing, i responsabili della polizia zurighese non avrebbero fornito sufficienti informazioni ai loro colleghi danesi in merito ad eventuali hooligans partecipanti alla trasferta, nonostante dalla Danimarca fosse giunta una richiesta specifica ed alcuni tifosi fossero già noti alle autorità come personaggi violenti.

…rispedite al mittente

“Respingiamo decisamente queste critiche”, dice a swissinfo Susann Birrer, portavoce della polizia comunale di Zurigo.

“Avevamo informato le forze dell’ordine danesi in maniera puntuale, corretta e completa. Ma non possiamo assumere alcuna responsabilità in merito al corretto utilizzo delle informazioni che abbiamo trasmesso”.

“Avevamo segnalato che alla trasferta avrebbero partecipato dai 400 ai 500 tifosi, tra i quali pure una cinquantina di potenziali hooligans che avrebbero potuto reagire in modo violento alle provocazioni”, continua la Birrer.

La polizia zurighese segnala inoltre come gli scontri di Copenhagen non abbiano messo di fronte le due tifoserie e siano avvenuti fuori dallo stadio.

“Si è trattato di danni materiali ed il gruppo di tifosi ha solidarizzato con colui che li stava commettendo: quel che è successo non poteva essere previsto”, conclude la portavoce.

swissinfo e agenzie

Per 4 delle circa 100 persone fermate a Copenhagen è scattata un’incriminazione.
In Svizzera sono circa 400 le persone alle quali è vietato accedere agli stadi.
Il numero di tifosi violenti svizzeri è stimato a 600.
Secondo le stime, per garantire la sicurezza durante i Campionati europei di calcio del 2008 (organizzati congiuntamente da Svizzera e Austria) saranno necessari circa 53 milioni di franchi.

In vista dell’Euro 2008, il governo propone tutta una serie d’interventi per limitare la violenza degli stadi. Tra le misure previste:

Sequestro e confisca di materiale di propaganda, anche in assenza di una sentenza penale.

Banca dati nazionale sulla tifoseria violenta.

Aree vietate in cui non ci si può soffermare durante determinate manifestazioni sportive.

Divieto di lasciare la Svizzera per coloro che per motivi di sicurezza non possono accedere agli stadi.

Obbligo di presentarsi in polizia per coloro nei confronti dei quali misure meno severe si sono rivelate inefficaci.

Fermo preventivo di polizia (massimo 24 ore) quale “ultima ratio”.

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