Approvata dal Consiglio degli Stati la revisione della LaMal
Abolizione dell'obbligo di contrarre, ma a condizioni precise e con possibilità di ricorso: questa la controversa misura, proposta dagli Stati.
Dopo la decisione di principio presa in ottobre, il Consiglio degli Stati ha finalmente regolato, anche nei dettagli, l’ultimo capitolo della revisione della legge sull’assicurazione malattia (LAMal) concernente l’abolizione dell'”obbligo di contrarre” per le casse malati. Si tratta di una norma che attualmente vincola le casse a rimborsare le prestazioni di tutti i medici riconosciuti dalla legge, operanti sul mercato.
Il principio era stato accettato dai senatori a condizione che oltre all’economicità delle cure la qualità delle prestazioni sia garantita. In base alla soluzione elaborata dalla commissione della sanità, in futuro, fornitori di prestazioni e assicuratori avranno il compito di elaborare gli indicatori che combinino nella giusta dose questi criteri. In ogni cantone una commissione composta da rappresentanti di casse, operatori ed ente pubblico verrà inoltre istituita per giudicare i casi contestati.
Per Christine Beerli, presidente della commissione, questa soluzione garantisce i vantaggi, in particolare la diminuzione dei costi, derivanti dall’abolizione dell'”obbligo di contrarre”. D’altra parte tiene conto delle preoccupazioni degli operatori sanitari, evitando di concedere un potere di decisione eccessivo alle casse.
Anche per il senatore UDC, nonché presidente di Santésuisse (ex concordato delle assicurazioni malattia) Christoffel Brändli, l’abolizione dell'”obbligo di contrarre” va nella giusta direzione. E’ uno strumento, volto a contenere il continuo aumento dei costi della sanità, anche in vista dell’applicazione dei trattati bilaterali con l’UE. L’accordo con Bruxelles permetterà infatti a 2500 medici dell’Unione europea, che attualmente lavorano negli ospedali svizzeri di mettersi in proprio, provocando un ulteriore aumento dei costi della salute, ha osservato Brändli, ricordando che ogni nuovo studio medico aperto carica la fattura sanitaria di mezzo milione di franchi.
No al troppo potere delle casse malati
Contro la soppressione dell’obbligo si sono tuttavia levate alcune voci fortemente critiche. Per la senatrice PLR ginevrina, Françoise Saudan questa misura, introdotta di propria iniziativa dalla commissione nel progetto di revisione del governo, pregiudica l’equilibrio dell’intera legge. Le casse malattia verrebbero inoltre dotate di un maggiore potere senza però che a queste ultime venga richiesto maggiore trasparenza nella loro gestione, in particolare in relazione alle riserve eccedentarie di cui dispongono. A giudizio della sua collega di partito neocastellana, Michèle Bergier,la soluzione trovata risulterà inapplicabile in quanto il diritto di ricorso paralizzerà l’intero sistema.
Scettica fin dal principio, anche la ministra Ruth Dreifuss, che ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco: “La proposta apre una via relativamente pericolosa, ma che vale comunque la pena di esaminare per trovare magari una soluzione più convincente”. Alla fine il Consiglio degli Stati con 37 voti contro 3 ha approvato la legge che passa ora sul banco del Consiglio nazionale.
Luca Hoderas
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