ASNI: “no” ai bilaterali e fischi per Blocher
La linea pragmatica del presidente e fondatore dell'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente non convince i membri. A larga maggioranza decidono l'entrata in materia e raccomandano il rifiuto degli accordi con Bruxelles.
Doccia fredda per il consigliere nazionale Christoph Blocher, presidente dell’»Azione per una Svizzera neutrale e indipendente»: contro la volontà dei vertici del movimento, l’assemblea dell’ASNI ha infatti deciso sabato a Berna di scendere in campo contro gli accordi bilaterali negoziati da Svizzera e Unione europea.
È la prima volta, a detta di numerosi partecipanti, che l’ASNI sconfessa la linea di Blocher: ed è anche la prima volta che il leader zurighese dell’UDC viene fischiato. Blocher ha inaugurato i lavori invitando i 1’200 partecipanti a rinunciare a formulare raccomandazioni di voto relativamente agli accordi bilaterali.
L’intesa con Bruxelles è certo insoddisfacente, ma in ogni caso non tocca né il principio dell’indipendenza della Svizzera, né quello della neutralità. Proprio per questo motivo, ha detto Blocher, l’ASNI non deve prendere parte alla campagna in vista della votazione del prossimo 21 maggio.
L’ASNI, ha ancora affermato il consigliere nazionale zurighese, non è un partito, ma un movimento che si batte per garantire l’indipendenza e la neutralità del paese: e a questi argomenti deve limitare il suo raggio di azione. Già si profilano battaglie importanti, in particolare per impedire l’adesione della Confederazione all’ONU e all’Unione europea e prima ancora per evitare che vengano inviati all’estero contingenti di soldati
svizzeri armati.
Il successo dell’ASNI è da ascrivere al fatto «che ci siamo limitati a lottare per l’indipendenza e la neutralità armata del nostro paese», ha affermato Blocher. Per evitare di farci distrarre da argomenti che non rientrano nella nostra attività principale, «il comitato dell’ASNI ha quindi deciso di non discutere il problema degli accordi con l’Ue».
I partecipanti al convegno hanno accolto la raccomandazione con una certa insoddisfazione: molti avrebbero infatti voluto che l’ASNI scendesse apertamente in campo per battersi contro i bilaterali. «Non abbiamo né i mezzi, né la forza di partecipare a tutte le battaglie», ha aggiunto Blocher.
All’assemblea è comunque stata sottoposta una mozione – firmata tra gli altri dai consiglieri nazionali leghisti Giuliano Bignasca e Flavio Maspoli – perché l’ASNI prendesse posizione sul tema. Al termine della relativa votazione, che per la prima volta nella storia dell’ASNI si è svolta con tanto di schede e di scrutatori, il risultato è stato chiaro: solo 195 partecipanti contro 325 hanno accolto la linea pragmatica di Blocher. In un voto successivo il «no» ai bilaterali è poi risultato vincente a schiacciante
maggioranza.
In precedenza si era discusso di adesione della Svizzera alle Nazioni Unite. L’ex divisionario Hans Bachofner ha difeso il principio di «una neutralità stretta, tradizionale e integrale» e non di una neutralità generica. Hanno poi tenuto le loro relazioni il consigliere nazionale Remo Gysin (PS/BS), favorevole all’adesione all’ONU, e il suo collega Luzi Stamm (PLR/AG), contrario. L’assemblea dell’ASNI, come era da prevedere, ha
respinto con un solo voto contrario qualsiasi proposta di adesione.
Christoph Blocher non sembra comunque aver apprezzato la sconfitta subita di fronte ai fedelissimi dell’Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI). Se l’associazione disperderà le forze in temi che non le sono propri mi dimetterò, afferma il presidente dell’ASNI in un’intervista pubblicata sulla «SonntagsZeitung».
Il consigliere nazionale zurighese ha indirettamente ammesso che la questione è stata affrontata im modo sbagliato in seno all’ASNI. Si profila quindi un chiarimento interno, dopo di che «serreremo nuovamente i ranghi per affrontare le prossime battaglie».
Blocher si è detto inoltre convinto che domenica prossima alle urne il popolo opterà per il sì. A suo avviso i bilaterali sarebbero potuti essere respinti solo grazie ad una campagna d’opposizione condotta in modo professionale. Finora invece non vi è stata una vera discussione, ha concluso.
swissinfo e agenzie
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