Battute conclusive al processo contro la negazione del genocidio armeno
Sono finiti i dibattimenti del processo per «discriminazione razziale» contro un gruppo di esponenti di organizzazioni turche. Sia la difesa sia il pubblico ministero hanno chiesto oggi l'assoluzione per i cittadini turchi, sotto processo da martedì a Berna, perché accusati di aver negato il «genocidio armeno». La sentenza sarà resa nota venerdì prossimo.
Gli imputati – 17 rappresentanti di associazioni turche in Svizzera – sono stati accusati dall’avvocato dei due querelanti privati armeni di aver «negato, minimizzato grossolanamente o cercato di giustificare» la deportazione e il massacro di un milione e mezzo di armeni da parte dei turchi negli ultimi anni dell’impero ottomano, tra il 1915 e il 1917.
Sotto accusa una petizione consegnata al parlamento federale nel 1996, la quale faceva seguito a un’istanza di segno opposto presentata dall’associazione Svizzera-Armenia (ASA). Nel testo si affermava che «parlare di genocidio deforma profondamente la verità storica» e che «il governo ottomano non aveva mai avuto l’intenzione di sterminare gli armeni».
Né la difesa né il procuratore Hans Jörg Jester hanno contestato la negazione del genocidio da parte degli imputati. Le parti non hanno invece trovato un accordo per quanto riguarda l’esistenza di un’intenzione discriminante: senza questo presupposto – richiesto esplicitamente dall’Art 261bis del Codice penale – è impossibile arrivare a un verdetto di colpevolezza.
Inoltre – ha argomentato il procuratore – un paragone giuridico tra gli imputati e i negazionisti dell’Olocausto è insostenibile poiché «le uccisioni sistematiche di armeni nel 1915» non sono ancora definite «in maniera cristallina» da parte degli storici.
Nel corso dei dibattimenti è emerso che il giudice unico del tribunale distrettuale di Berna-Laupen, Lienhard Ochsner, è stato avvicinato da rappresentanti dello Stato turco. «È attestato nei documenti che l’ambasciata turca ha tentato di influenzare» il magistrato, ha indicato l’avvocato della difesa. I tentativi sono stati però respinti con la dovuta fermezza, hanno sottolineato le parti in causa. Interpellato, il giudice non ha voluto esprimersi in merito all’accaduto.
L’ambasciata turca a Berna ha smentito di aver esercitato pressioni nei confronti del giudice Ochsner: «Nessun avvicinamento né tentativo di influenza è avvenuto nei confronti del Tribunale da parte di rappresentanti dello Stato turco», ha indicato Levent Sahinkaya, consigliere della rappresentanza. Il consigliere ha dichiarato di avere fiducia nella giustizia svizzera.
Il processo è una prima per la giustizia svizzera che finora si è pronunciata solo sulla negazione dell’Olocausto ebraico. Il giudice dovrà prendere posizione sulla definizione dei fatti storici e stabilire se ci siano state «motivazioni discriminatorie» nella petizione turca.
Il governo di Ankara è stato finora inflessibile sulle ripetute richieste di riconoscere come genocidio la deportazione forzata, i massacri e le esazioni contro gli armeni tra il 1915 e il 1917.
swissinfo e agenzie
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