Brest: tribunale francese ordina dissequestro veliero russo Sedov
La nave scuola della marina russa «Sedov» ha ottenuto il permesso di lasciare il porto bretone di Brest. Lunedì la magistratura francese ha revocato l'ordinanza di sequestro giudiziario del natante richiesta dalla società svizzera di import-export Noga.
La società elvetica reclama allo Stato russo il pagamento di un credito di 63 milioni di dollari per una fornitura di prodotti risalente al 1992.
Lunedì sera, oltre ad aver disposto il dissequestro, il tribunale di Brest ha anche accordato 500 000 franchi francesi (125 000 franchi svizzeri) di danni ed interessi all’Università di Murmansk, proprietaria della nave, nonché 250 000 franchi francesi agli organizzatori della fiera navale «Brest 2000», alla quale il veliero avrebbe dovuto partecipare.
Gli avvocati francesi della Noga hanno però inoltrato un ricorso contro la decisione, ma il vascello ha già lasciato il porto bretone.
Alla Noga non si parla però ancora di sconfitta: «Continueremo a sequestrare beni russi, ovunque si trovino, fino a quando avremo recuperato il nostro denaro» ha dichiarato uno dei responsabili della società. «La Russia – ha aggiunto – sta mettendo in pratica tutti i sotterfugi possibili per non onorare il suo debito nei nostri confronti».
La vicenda aveva provocato le vive reazioni di Mosca. La Russia considerava «un gesto di sfida» e «una decisione arbitraria» il sequestro del vascello, costruito nel 1921 e considerato il più grande veliero al mondo, da parte della magistratura francese.
Il ministero degli esteri di Mosca aveva sottolineato che le richieste avanzate dalla Noga, per rivalersi su qualsiasi bene all’estero riconducibile allo Stato russo, sono state respinte «dai tribunali in Gran Bretagna, Lussemburgo e Usa» e che solo in Francia prevale un approccio diverso.
swissinfo e agenzie
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