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Bruxelles conta sulla collaborazione di Berna per combattere le frodi

La commissaria Ue, Michaele Schreyer, conta sulla collaborazione di Berna. Keystone / AP Photo/Roberto Pfeil

L'Unione europea vuole concludere con la Svizzera un accordo di cooperazione nella lotta contro le frodi, che le costano alcuni miliardi di euro l'anno.Lo ha annunciato la commissaria al bilancio, Michaele Schreyer.

Al termine di un colloquio con il ministro degli esteri elvetico, Joseph Deiss, a Bruxelles, la commissaria responsabile del bilancio comunitario, Michaele Schreyer, si è detta fiduciosa che vengano al più presto avviati negoziati. Per questo, la commissione europea adotterà venerdì un progetto di mandato, che sarà sottomesso al Consiglio dei ministri in autunno.

L’accordo di cooperazione deve colmare tutte le lacune che esistono nella legislazione svizzera, a sottolineato la Schreyer davanti ai giornalisti. I vari punti sono stati identificati nel corso dei numerosi contatti avuti lo scorso anno, e concernono dei settori sui quali non c’è sempre accordo nemmeno tra i quindici, ha ammesso la commissaria.

Innanzitutto, si tratta di mettersi d’accordo sulla definizione di “frode”, per quel che concerne la fiscalità indiretta (Tva) o la concessione di sovvenzioni europee. L’Ue desidera pure che Berna trasmetta più informazioni al suo ufficio di lotta contro le frodi.

D’altro canto, Bruxelles non accetta che la Svizzera si dica impotente in quegli affari, nei quali le merci oggetto di contenzioso non toccano il suo territorio. Per esempio, allorché un trafficante residente in Ticino può tranquillamente organizzare un contrabbando di sigarette tra il Montenegro e l’Italia.

I 15 non si accontenteranno dunque dell’accordo di assistenza amministrativa, concluso nel 1977 con la Svizzera, ma esigono un rafforzamento della cooperazione giudiziaria.

swissinfo e agenzie

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