The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Caccia in Svizzera alle tangenti del petrolio del Kazakhstan

Sono ormai mesi che i magistrati svizzeri collaborano con il Dipartimento della giustizia americano per far luce sulle tangenti del petrolio kazako Keystone

Un fiume di tangenti scorre negli oleodotti del Kazakhstan ed alimenta conti milionari, dietro ai quali si nascondono gli uomini al vertice dello stato dell'ex Unione Sovietica. Le rivelazioni fatte lunedì dal quotidiano americano Washington Post.

La pista delle tangenti petrolifere, che da mesi viene battuta dai magistrati svizzeri e dal Dipartimento della giustizia americano, conduce direttamente a Nursultan Nazarbayev, il presidente del Kazakhstan. Multinazionali del petrolio, un ambiguo uomo d’affari newyorchese, banchieri svizzeri e uomini di governo kazakhi sono i protagonisti di un intrigo ambientato nel mondo corrotto degli oleodotti che uniscono Mar Caspio a Mar Nero.

L’inchiesta svizzera e americana, partita un anno fa, ha avuto un’accelerazione in queste settimane, quando il Dipartimento di giustizia e polizia ha ordinato alle banche locali di cooperare con gli investigatori degli Stati Uniti.

Gli istituti bancari hanno cominciato a collaborare e lo scenario che ne sta emergendo sembra confermare i sospetti. Secondo la Washington Post, che segue la vicenda con una squadra di reporter investigativi, la documentazione prova che attraverso il mediatore americano James Giffen, almeno 30 milioni di dollari di commissioni petrolifere provenienti dalle multinazionali, sono finiti su conti di Nazarbayev e altri notabili del Kazakhstan.

Giffen, conosciuto negli Stati Uniti da anni come Mister Kazakhstan per le sue entrature nel governo di Nazarbayev, attraverso la sua società ‘Mercator’ ha gestito commesse petrolifere miliardarie per i colossi del greggio Bp Amoco, Exxon Mobil e Phillips Petroleum. Negli anni scorsi, per entrare a far parte dei consorzi che gestiscono i pozzi e gli oleodotti del Kazakhstan, le compagnie avrebbero versato commissioni, che si stanno rivelando vere e proprie tangenti.

Il denaro, secondo la ricostruzione della Washington Post (basata su documenti ufficiali) è finito prima nelle banche svizzere, poi è stato dirottato verso un conto nelle Isole Vergini Britanniche che risulta collegato al ministro del petrolio kazakho Nurlan Balgimbayev.

I soldi sono stati poi smistati su conti gestiti da fondazioni con sede in Liechtenstein, due delle quali vengono controllate – si ritiene – dal presidente Nazarbayev e dal suo predecessore Akezhan Kazhegeldin. Sul conto legato al premier kazakho, gli investigatori americani ed il giudice ginevrino Daniel Devaud hanno scoperto un deposito arrivato fino a 84 milioni di dollari, che risultano essere stati trasferiti su un conto svizzero ufficiale del Kazakhstan dopo che si è diffusa la notizia dell’inchiesta.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR