Conclusa la visita all’Onu di Joseph Deiss
L'incontro con il segretario generale Kofi Annan ha messo martedì un punto finale alla lunga serie di contatti ad alto livello del ministro degli esteri Joseph Deiss, a New York per l'assemblea generale dell'ONU.
Si è trattato di quattro giorni molto intensi, ci ha confidato Joseph Deiss, perché ai lavori dell’Assemblea generale sono rappresentati tutti i paesi membri ell’Onu almeno a livello di ministri. Inoltre, quest’anno i dibattiti sono stati profondamente segnati dal clima che regna dopo gli attentati dell’11 settembre, con l’appello del il presidente americano George Bush in favore della lotta senza quartiere al terrorismo.
L’incontro con Kofi Annan
Un momento particolarmente importante per Deiss è stato l’incontro con il segretario generale dell’ONU Kofi Annan, martedì mattina. Con il premio Nobel della pace il ministro degli esteri svizzero ha ancora una volta evocato, tra l’altro, la tematica dell’adesione della Svizzera all’ONU, su cui il popolo voterà il 3 marzo prossimo. Tra gli altri temi discussi figuravano l’aiuto umanitario della Svizzera in Afghanistan, la lotta contro il terrorismo e il trasferimento a New York dell’edizione 2002 del Forum economico di Davos.
Deiss ha vissuto un altro momento significativo quando ha pronunciato un discorso nell’ambito dei lavori per il trattato di messa al bando degli esperimenti nucleari. La Svizzera, che figura tra i 44 paesi con un’attività nucleare, ha ratificato il trattato nel 1999. Per potere entrare in vigore, tutti questi 44 paesi devono ratificare il trattato e oggi mancano ancora 11 nazioni. Il discorso di Deiss è stato un chiaro appello in favore del trattato, che costituisce una soluzione più affidabile di una semplice moratoria unilaterale.
La necessità di aderire all’Onu
“In questi giorni ho avuto la conferma, precisa Deiss, che la nostra posizione su una panchina di fortuna, con lo statuto di semplice osservatore, è indegna di uno stato sovrano come il nostro. Essere membri dell’organizzazione significa avere il diritto di parola all’Assemblea generale, la possibilità di sottomettere proposte e di prendere parte alle votazioni. Credo che la Svizzera potrebbe proporre i propri tradizionali e apprezzati buoni uffici in modo molto più efficiente di quanto avviene oggi.”
A New York, Deiss ha potuto avere numerosi contatti con i suoi omologhi, che gli hanno permesso di consolidare gli appoggi per i dossiers che stanno particolarmente a cuore alla diplomazia svizzera, come, ad esempio, quello del diritto umanitario. Si è trattato di un’occasione unica e privilegiata di tessere legami per la diplomazia Svizzera, assente da quasi tutti i forum internazionali.
Omaggio alle vittime del terrorismo
La visita si è poi conclusa con un istante di raccoglimento per le vittime degli attentati dell’11 settembre, un passaggio obbligato per gli ospiti di una città ancora ferita e nuovamente toccata nel vivo con l’incidente aereo avvenuto lunedì. Deiss ha visitato il centro di assistenza allestito per i parenti delle vittime e ha deposto una corona al “Ground Zero”, davanti alla tavola che ricorda tutti i paesi d’origine delle migliaia di vittime sepolte tra le macerie delle torri gemelle.
Il ministro degli esteri ha anche dedicato una serata alla comunità svizzera di New York, ringraziandola per il coraggio dimostrato nei momenti particolarmente difficili seguiti agli attentati dell’11 settembre.
Mariano Masserini, New York
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