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Davos, un anno di discussioni

Un momento dei dibattiti durante il Forum economico mondiale 2001 Keystone Archive

25 gennaio 2001

Apertura del 31esimo Forum economico mondiale (WEF) di Davos. All’ordine del giorno i problemi e le disparità che caratterizzano il pianeta nell’epoca della globalizzazione. Nella cittadina convergono, in questo e nei giorni seguenti, leader politici ed economici di tutto il mondo.

Dopo gli scontri tra manifestanti e polizia dell’anno precedente, Davos è trasformata in una sorta di fortilizio. Agenti di polizia di tutti i cantoni e militi del corpo di guardia delle fortificazioni vegliano sul Forum e sulle vie d’accesso alla cittadina.

La libertà di movimento è limitata da guardie armate e filo spinato. Le misure di sicurezza colpiscono ance alcuni partecipati al forum alternativo “Public eye on Davos”, suscitando le proteste delle ONG che lo hanno organizzato.

27 gennaio 2001

Il giorno della temuta manifestazione non autorizzata, sulle strade di Davos si presentano poche centinaia di dimostranti. I collegamenti della ferrovia retica verso Davos sono temporaneamente interrotti. A più di un migliaio di persone è impedito l’accesso alla cittadina.

La manifestazione a Davos si svolge nella calma. Il dispositivo di sicurezza ha tenuto lontano i contestatori, ma le tensioni si scaricano a Landquart e Zurigo. Circa 600 manifestanti si scontrano a Landquart con la polizia, che fa uso i gas lacrimogeni, proiettili di gomma e idranti.

I manifestanti occupano per alcune ore la linea ferroviaria e l’autostrada Coira-Zurigo. In serata scoppiano incidenti a Zurigo. Molti i veicoli dati alle fiamme e le vetrine infrante.

30 gennaio 2001

Il Forum 2001 volge al termine. Nelle giornate di discussione, come da tradizione, sono stati ospiti de centro dei congressi molti leader politici, tra cui il segretario generale dell’ONU Kofi Annan, il presidente sudafricano Thabo Mbeki, il presidente dell’autorità palestinese Yasser Arafat, il ministro degli esteri israeliano Shimon Peres, il presidente jugoslavo Vojislav Kostunica, la procuratrice del Tribunale ONU per i crimini contro l’umanità Carla Del Ponte. Assenti i presidenti di USA, Russia e Cina.

Tra gli eventi che hanno accompagnato il WEF, l’installazione multimediale “hello mr. president” di swissinfo / Radio Svizzera Internazionale. Migliaia di messaggi inviati per posta elettronica o SMS e destinati ai leader mondiali sono stati proiettati con un raggio laser sulla nevi di Davos nei giorni del Forum.

3 febbraio 2001

Un migliaio di persone prende parte a Berna ad una manifestazione contro le misure di polizia adottate durante il WEF. È solo una delle tante espressioni di critica nei confronti dell’azione di polizia, critica che risuona ancora per molte settimane.

4 febbraio 2001

La “SonntagsZeitung” rivela che un gruppo di hacker è penetrato nel sistema informatico del WEF e ha sottratto dati privati (numeri delle carte di credito, numeri di telefono, password) dei partecipanti al Forum.

19 giugno 2001

Vertice tra Consiglio federale, governo grigionese, regione Davos e Klaus Schwab, patron del WEF. Il governo ribadisce l’importanza del Forum. Schwab promette più trasparenza e un maggiore dialogo con gli oppositori. Vengono presentati anche i costi per la sicurezza: più di 10 milioni, rispetto ai 2,5 milioni del 2000.

Intanto il capo del Dipartimento grigionese di giustizia e polizia, Peter Aliesch, ammette di non aver informato correttamente il parlamento cantonale sui dati personali di manifestanti raccolti dalla polizia. Al contrario di quanto affermato dallo stesso Aliesch in febbraio, i dati su 400 persone non sono ancora stati distrutti.

6 settembre 2001

Il governo grigionese presenta il rapporto sul Forum elaborato dall’ex capo dell’Ufficio federale dei rifugiati Peter Arbenz. Arbenz mette l’accento sulla necessità di dialogare con gli avversari del WEF.

25 settembre 2001

Il Tribunale federale di Losanna rende nota la sua sentenza sul ricorso contro la decisione della regione Davos di vietare le manifestazioni durante il Forum nel 2000 e nel 2001. La limitazione del diritto di associazione sarebbe stata giustificata dalle prevedibili violenze. D’altro canto, la regione Davos e il tribunale amministrativo grigionese avrebbero dovuto valutare la possibilità di un percorso alternativo per la manifestazione.

20 ottobre 2001

Parlando in un’assemblea pubblica a Davos, Klaus Schwab assicura che il Forum economico mondiale nel 2002 si terrà di nuovo a Davos.

6 novembre 2001

I rappresentanti del WEF confermano la notizia trapelata già alcuni giorni prima: il Forum 2002 non si terrà a Davos, bensì a New York. Il cambiamento di programma vuole essere un gesto di solidarietà verso la metropoli duramente colpita dal terrorismo. Si apre una nuova serie di polemiche

28 novembre 2001

Il parlamento grigionese approva all’unanimità il rapporto Arbenz e il rapporto del governo sul WEF. La proposta mira a creare le condizioni per un ritorno del Forum a Davos nel 2003, e chiede alla Confederazione di assumersi tutti i costi per la sicurezza. Congressi paralleli al WEF dovrebbero permettere di aprire un dialogo costruttivo con l’opposizione. Nello stesso tempo, il Gran consiglio approva un nuovo ordinamento di polizia che conferisce alle forze dell’ordine maggiori competenze.

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