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Espulsi dalla Svizzera 58 kosovari

La Svizzera ha proceduto mercoledì alla prima espulsione coatta di albanesi del Kosovo dalla fine della guerra. Lo ha confermato l'Ufficio federale dei rifugiati.

La conferma è venuta dopo che l’agenzia stampa francese Afp aveva dato
notizia di una sessantina di kosovari giunti con un volo charter a Slatina, presso Pristina. Gli espulsi sono in tutto 58, ha precisato Urs von Arb, vice capo della Divisione principale accoglienza e ritorno dell’UFR, aggiungendo che si tratta di delinquenti già incarcerati in Svizzera o di persone giunte nel paese dopo la guerra.

Von Arb ha precisato che l’aereo di una compagnia tedesca, noleggiato da Berna, è partito da Zurigo-Kloten verso le 10, che alcuni dei delinquenti hanno fatto il viaggio ammanettati e che il volo si è svolto senza incidenti.

Secondo quanto ha potuto costatare un giornalista dell’Afp a Slatina, fra gli espulsi figuravano diverse famiglie con bambini. Una quindicina di espulsi che hanno scontato pene detentive in Svizzera sono stati presi in consegna all’arrivo da poliziotti dell’Onu, che ne hanno rilevato le impronte digitali prima di rimetterli in libertà.

Secondo von Arb, i 58 non rientravano nel programma di rimpatrio volontario, che prevede un aiuto in contanti a chi decide di rientrare nel Kosovo – 1000 franchi per adulto e 500 per bambino, più assistenza materiale in loco. I candidati all’espulsione coatta sono circa un migliaio, ripartiti fra i cantoni, ha precisato il funzionario federale.

L’organizzazione in favore dei rifugiati «Solidarité sans frontières» ha criticato il modo di procedere «per niente delicato» delle autorità elvetiche, affermando che esso non rispetta «il principio di un ritorno nella sicurezza e nella dignità».

L’espulsione giunge a meno di una settimana dalla visita di tre giorni della consigliera federale Ruth Mezler in Kosovo. Al suo rientro, il 7 aprile, la ministra di giustizia e polizia aveva dichiarato che le prospettive per i rifugiati kosovari che torneranno nel loro paese d’origine sono incoraggianti. Negli ultimi dieci mesi, aveva aggiunto, il grado di sicurezza nella regione è notevolmente aumentato.

Complessivamente, circa 20 mila rifugiati hanno già lasciato la Svizzera nell’ambito del programma di rimpatrio volontario. L’UFR si aspetta che circa 14’000 dei 31’000 rifugiati ancora presenti in Svizzera approfittino del programma entro la scadenza del 31 maggio. In seguito, Berna è decisa a procedere ai rimpatri coatti. Proprio mercoledì, un centinaio di «volontari» hanno lasciato Zurigo per Skopje, in Macedonia.

swissinfo e agenzie

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