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Estradato il presunto brigatista rosso

Sospetti e giudizi: Bortone dovrà rispondere di fronte ad un tribunale italiano dei suoi legami con le "Nuove Brigate Rosse" swissinfo.ch

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso contro l'estradizione di Nicola Bortone - arrestato in marzo a Zurigo dopo 10 anni di latitanza.

È sospettato di complicità nell’omicidio del consulente del Governo italiano Massimo D’Antona.

Il Tribunale federale elvetico ha autorizzato l’estradizione del presunto brigatista italiano Nicola Bortone, arrestato a Zurigo lo scorso 10 marzo. Bortone è stato consegnato venerdì alle autorità italiane alla frontiera di Chiasso. Sarà portato in un carcere del centro Italia.

Il Tribunale federale era stato chiamato a prendere la decisione – quale sola e unica istanza giurisdizionale – perché Bortone risultava essere ricercato per motivi politici.

Sospetti e condanne

Il presunto brigatista, nato a Cesa, in provincia di Caserta, 46 anni fa, era ricercato dalla polizia italiana per una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione per associazione sovversiva e banda armata emessa nel 2001.

Il suo nome era balzato alla cronaca però con l’arresto avvenuto a Parigi nel 1992, quando fu arrestato insieme alla futura moglie – Simonetta Giorgieri, sposata poi in carcere – in compagnia di Marcello Tammaro Dell’Omo e Carla Vendetti.

Condannato a tre anni in Francia per possesso di armi e documenti falsi, fu scarcerato nel ’95. Risulta però che, una volta separato dalla moglie, si sia trasferito in Svizzera fin dal ’96.

I legali svizzeri fanno notare che l’estradizione è stata chiesta e concessa per un reato la cui condanna, di fatto, era stata già scontata in Francia.

Nuova esistenza in Svizzera

Bortone, in realtà, si era costruito una nuova vita e una famiglia insieme a una cittadina svizzera, morta il primo agosto scorso, dopo quattro anni di lotta contro il cancro.

Dall’unione sono nati due bambini, una femminuccia di 5 anni e mezzo, e un maschietto di quattro. Entrambi, che hanno potuto vedere oggi il padre per l’ultima volta, sono ora in custodia a un gruppo di amici svizzeri.

Nuove accuse

In Italia non sembra esserci molta chiarezza sul ruolo da attribuire a Bortone. Alcune fonti giornalistiche lo descrivono come «fondatore delle ‘Nuove Brigate Rosse’», mentre altri – partendo dalla descrizione del tipo di vita che conduceva in Svizzera – mettono in dubbio una sua partecipazione a qualsiasi organizzazione terroristica.

Gli stessi carabinieri del Reparto operativo lo descrivono come un «emissario dei Carc», un piccolo gruppo di estrema sinistra che opera però alla luce del sole e su cui le indagini sono state infine archiviate.

La sua estradizione è stata accolta senza troppi clamori dai magistrati che indagano sui recenti attentati avvenuti in Italia. Tantopiù che al momento, non risulta alcuna indagine nei suoi confronti per questi reati. E c’è da notare che gli stessi mezzi di comunicazione, non stanno dando grande risalto al prossimo rientro in Italia di Bortone.

Paolo Bertossa, Roma

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