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Ex sindaco ruandese sotto processo a Ginevra

Cerimonia per la commemorazione delle vittime del genocidio ruandese del 1994 (foto d'archivio) Keystone

Fulgence Niyonteze, ruandese di etnia hutu condannato all'ergastolo per aver partecipato al genocidio che ha devastato il suo paese nel 1994, compare davanti al tribunale militare d’appello. La sentenza è attesa fra due settimane.

Il 30 aprile 1999, al termine del processo svoltosi a Losanna, l’ex sindaco di Mushubati, una città di 80 000 abitanti a ovest della capitale Kigali, era stato riconosciuto colpevole di assassinio, tentato assassinio, istigazione all’assassinio e di gravi violazioni della Convenzione di Ginevra sulla guerra. Il Tribunale militare di divisione 2 non gli aveva accordato alcuna circostanza attenuante.

I difensori del ruandese, gli avvocati ginevrini Robert Assaël e Vincent Spira, tenteranno di ottenerne invece l’assoluzione. Secondo loro, Niyonteze, che si dice innocente, è stato condannato sulla base delle «testimonianze inverosimili e contraddittorie», fornite da una settantina di testi interrogati prima e durante il processo di primo grado.

Il procedimento in appello consente di «riesaminare tutto: i fatti e il diritto». Il numero dei testimoni sarà inferiore a quello citato a suo tempo a Losanna; non tutte le persone residenti in Ruanda «sono infatti disposte a tornare in Svizzera». Alcuni testi dovrebbero d’altro canto completare la deposizione fatta un anno fa a Losanna.

L’ex sindaco, 36 anni, è attualmente in detenzione preventiva a Champ-Dollon, a Ginevra. Aveva lasciato il Ruanda per la Svizzera nel luglio 1994. Dopo aver chiesto l’asilo e completato la sua formazione a Friburgo, Niyonteze fu arrestato nell’agosto 1996 sulla base delle denunce presentate contro di lui da diversi compatrioti.

La condanna inflittagli a Losanna è stata la prima pronunciata da un paese europeo contro un ruandese accusato di aver partecipato al genocidio, avvenuto nel paese africano fra il maggio e il luglio del 1994, durante il quale furono massacrate circa un milione di persone, appartenenti principalmente all’etnia tutsi. Nella regione di Mushubati, le vittime sarebbero state 12mila.

Il processo di secondo grado, la cui durata prevista è di due settimane, si svolge davanti al Tribunale militare d’appello 1, presieduto dal colonnello Luc Hafner.

swissinfo e agenzie

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