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Giornata dell’AIDS incentrata sulle donne

Il 42% delle nuove infezioni in Svizzera lo scorso anno riguarda delle donne Keystone

L'Aiuto AIDS svizzero approfitta della Giornata contro l’AIDS del 1° dicembre per ricordare il numero sempre crescente di donne colpite dal virus HIV.

La campagna pone l’accento sul fatto che più le donne e le ragazze sono povere e dipendenti, più il rischio d’infezione aumenta.

Quest’anno, gli organizzatori della Giornata mondiale contro l’AIDS hanno scelto come tema «Donne, ragazze, HIV e AIDS».

“Si tratta di una giornata di solidarietà con i sieropositivi e i malati di AIDS. Ma è anche un’occasione per ricordare alla gente che il rischio di contrarre l’AIDS è sempre presente», afferma Beatrice Aebersold, responsabile della sezione bernese dell’Aiuto AIDS svizzero.

Il rischio che corrono dalle donne è stato sottolineato la scorsa settimana nel rapporto dell’UNAIDS, il programma dell’Onu che si occupa dell’HIV, e dall’Organizzazione mondiale della salute (OMS). Dal rapporto risulta che all’incirca la metà dei 37,2 milioni di adulti infetti dal virus dell’HIV sono donne.

In Svizzera, il numero di persone che ha contratto il virus è maggiore fra gli uomini. Tuttavia, nel corso degli ultimi anni, il numero di donne toccate dalla malattia è aumentato sempre più. «Delle 750 persone risultate positive al test lo scorso anno, il 42% è di sesso femminile», ricorda a swissinfo Beatrice Aebersold.

Sotto controllo

Roberto Induni, direttore dell’Associazione svizzera contro l’AIDS, indica a swissinfo che «la maggior parte dei nuovi casi d’infezione concerne donne e ragazze provenienti dall’Africa sub-sahariana».

«Queste donne sono state maggiormente esposte al rischio di contrarre il virus perchè nel loro Paese il tasso d’infezione è particolarmente elevato. Inoltre, per ragioni sociologiche, molte donne non possono scegliere il loro compagno e quindi proteggersi contro la malattia».

Induini aggiunge che l’Aiuto AIDS svizzero fa capo a dei mediatori che parlano la lingua degli immigrati per informarli al meglio sui metodi di prevenzione e sui trattamenti esistenti.

«Il tipo di contatto da noi utilizzato riscontra un notevole successo, perchè coinvolgiamo le persone e cerchiamo di cambiare alcune idee sbagliate ma da tempo profondamente radicate nella mente della popolazione di determinati Paesi. Non è facile parlare di sessualità quando si vive in una società dove questo tema non è mai affrontato».

Espansione a chiazza d’olio

Il virus dell’HIV ha cominciato ad espandersi in Svizzera, come nella maggior parte dei Paesi industrializzati, nel corso degli anni 70.

Inizialmente, i gruppi più vulnerabili erano gli uomini omosessuali e i drogati. Tuttavia, verso la metà degli anni 80, il virus ha cominciato a colpire anche la popolazione eterosessuale. Da allora, il numero di donne che contraggono il virus continua ad aumentare.

Secondo l’Aiuto AIDS svizzero, la causa d’infezione per il 54% delle persone infettate dal virus dell’HIV sono rapporti sessuali non protetti.

Le donne e le ragazze sono le più esposte al rischio, aggiunge Beatrice Aebersold. «In Svizzera, le donne più a rischio hanno fra i 20 e i 40 anni, mentre a livello mondiale sono molto più giovani ed hanno 13-14 anni».

«La povertà, la disoccupazione e il livello d’educazione insufficienti sono problemi che toccano in modo particolare gli immigrati. Fra loro, le donne sono spesso costrette a prostituirsi senza potersi proteggere a sufficienza contro il rischio d’infezione».

swissinfo, Katalin Fekete
(traduzione: Anna Passera)

La giornata mondiale dell’AIDS si focalizza quest’anno sui crescenti rischi d’infezione per le donne e le ragazze.

I promotori della campagna affermano che la vulnerabilità delle donne è legata a fattori socio-economici, che le privano del loro diritto all’auto-determinazione.

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