Giornata mondiale della tubercolosi, una malattia in crescita
Di tubercolosi si continua a morire, anche se per combatterla ci sono le armi terapeutiche. Ma il divario tra Nord e Sud non le rende accessibili per tutti. Preoccupante la diffusione della Tbc in Kosovo.
Se in Svizzera la tubercolosi è in regressione, nel mondo questa malattia colpisce sempre più: ogni 10 secondi una persona muore, ogni anno 54 milioni di persone si infettano e 6,8 milioni di individui sviluppano la malattia.
Sono i «numeri» da bollettino di guerra della tubercolosi, una malattia responsabile del 5 percento di tutte le morti del mondo e del 9,6 percento dei decessi tra i 15 e i 19 anni. Morti in gran parte evitabili, secondo quanto afferma la Lega polmonare svizzera: armi terapeutiche efficaci sono infatti state messe a punto dalla comunità scientifica, ma il divario tra Nord e Sud del mondo non le rende adeguatamente disponibili per tutti.
Anche nei paesi industrializzati la TBC sta tornando, mostrandosi più agguerrita. Come un vecchio nemico che si credeva definitivamente sconfitto, si avvantaggia di particolari contesti socio-economici per diffondersi e sviluppare resistenze alle terapie standard, facilitata in questo dalla concomitanza dell’Aids.
Non abbassare la guardia: questo il messaggio per la giornata mondiale della tubercolosi. In Svizzera il numero di nuovi casi è di 700 all’anno. Tra il 1995 e il 1998 l’incidenza della malattia è scesa del 15 percento e i decessi restano un fatto raro. L’Ufficio federale della sanità (UFSP) raccomanda tuttavia la vaccinazione solo in casi speciali.
Da parte sua, l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ritiene che la tubercolosi costituisca il rischio più grave in materia sanitaria nel Kosovo, con un numero di casi cinque volte superiore a quello registrato nel 1990.
In un rapporto pubblicato in questi giorni a Pristina, l’Oms afferma di aver registrato duemila casi di tubercolosi nella provincia, aggiungendo che la diffusione della malattia è dovuta al fatto che numerosi malati sono stati costretti ad interrompere le loro terapie in seguito alla guerra della primavera scorsa. L’Oms sottolinea anche le cattive condizioni di vita e il fatto che «praticamente tutti gli ospedali sono stati danneggiati, saccheggiati o distrutti durante la guerra».
swissinfo e agenzie
foto: agente patogeno della tubercolosi ingrandito 25.000 volte
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