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Guatemala: al processo Hänggi-Giovanoli gli imputati rifiutano di parlare

Silvio Giovanoli, a sinistra, e Nicolas Hänggi, fotografati lo scorso 30 marzo all'arrivo al tribunale di Zacapa. Keystone / AP

Nicolas Hänggi e Silvio Giovanoli, i due svizzeri sotto processo in Guatemala per traffico di droga, hanno deciso di non rispondere alle domande dei giudici. Il rifiuto di collaborare è parte essenziale della strategia scelta dalla difesa.

Il processo di Puerto Barrios – si tratta di un nuovo procedimento di prima istanza, dopo una serie di ricorsi e annullamenti – è cominciato lunedì. Teoricamente le udienze avrebbero dovuto durare tre giorni, ma questo periodo si è rivelato insufficiente.

Giovedì la corte si sposterà a Città del Guatemala, dove in un laboratorio dovrebbe essere analizzata la cocaina al centro dell’intera vicenda, ha spiegato Christian Hauswirth, ambasciatore svizzero nello stato centramericano, in contatto con il console svizzero sul posto.

La droga era stata trovata in un container della ditta di Giovanoli, specializzata nell’esportazione di piante tropicali in Europa. Il container era stato procurato da Andreas Hänggi – ex direttore della Nestlé guatemalteca – su richiesta del figlio Nicolas.

Proprio lo stupefacente rappresenta uno dei punti oscuri del caso. La difesa ha inutilmente cercato di impedire il trasferimento a Città del Gautemala e l’analisi della droga: finora gli avvocati pensavano infatti che la cocaina fosse stata distrutta: ora i 13 chili – o secondo altre fonti, 14,8 chili – tornano misteriosamente a galla.

Nicolas Hänggi e Giovanoli, condannati il 25 settembre 1998 in prima istanza a 20 anni di reclusione, si erano visti ridurre la pena a rispettivamente 3 e 5 anni dal tribunale di appello, il 12 febbraio 1999. La sentenza era stata poi annullata dalla Corte Suprema. Tornato ad occuparsi del caso, il Tribunale di appello di Zacapa aveva poi deciso di far ripetere completamente il processo, ravvisando vizi di forma.

Nel procedimento di Puerto Barrios sono giudicati in contumacia anche Andreas Hänggi ed il tedesco Joachim Schilling, accusati entrambi di aver preso parte al traffico di droga denominato «conexion alemana». I due avevano lasciato il paese dopo che la Corte d’appello di Zacapa li aveva prosciolti, annullando la condanna a 12 anni di reclusione inflitta loro dal tribunale di Puerto Barrios nel primo processo. Nei loro confronti sono stati spiccati mandati di cattura.

swissinfo e agenzie

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