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I socialisti insistono per la ridistribuzione delle spese militari

Anche per il PS le spese per l'esercito devono essere drasticamente ridotte Keystone

L'iniziativa popolare per il dimezzamento del budget militare è il mezzo più realistico per riformare l'esercito. Questa la posizione del PS, che scende in campo nella polemica sul futuro delle forze armate.

Dopo i botta e risposta tra consiglieri federali e le divisioni all’interno dei partiti borghesi sul progetto di riforma “Esercito XXI”, anche la sinistra torna finalmente a farsi sentire su questioni di politica militare.

Per il partito socialista, il futuro esercito svizzero non dovrà solo essere ridimensionato, come sostenuto praticamente dall’intera classe politica e come prevede del resto la riforma, ma dovrà anche costare notevolmente meno.

E lo strumento adatto per mettere in pratica i nuovi principi della politica di sicurezza sarebbe costituito dall’iniziativa popolare lanciata dal PS, che vuole ridurre della metà le spese nel settore militare, sulla quale il popolo deve ancora esprimersi.

Il duello mediatico delle scorse settimane tra il ministro della difesa, Adolf Ogi, e quello dell’economia, Pascal Couchepin, sulla portata dei tagli negli effettivi e sui costi delle future forze armate indicherebbe, a detta dei promotori dell’iniziativa, che le proposte del PS si muovono nella giusta direzione.

“È comprensibile che l’economia non sia più disposta a sostenere i costi indiretti provocati dall’apparato militare”, ha spiegato il consigliere nazionale socialista Werner Marti, sottolineando che anche il suo partito vuole che l’esercito si concentri sui compiti principali. La riduzione in numero di uomini e la limitazione delle attività comporterebbe forzatamente una diminuzione del budget consacrato alla difesa nazionale.

L’iniziativa, depositata nel 1997 con 108mila firme, chiede che le spese militari vengano ridotte gradualmente della metà, entro dieci anni dalla sua approvazione. E nonostante la costante diminuzione delle spese militari negli ultimi anni, il budget di Adolf Ogi dovrebbe ancora essere tagliato di circa 1,8 miliardi di franchi.

A differenza dell’economia e della destra, i socialisti non intendono però utilizzare questi risparmi per risanare le casse dello Stato, ma vogliono ridistribuirli nel settore civile, contribuendo ad iniziative per la promozione della pace nel quadro di operazioni internazionali e, in ambito sociale, in primis per la conversione dei posti di lavoro che verranno aboliti nel settore militare.

Luca Hoderas

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