Il consigliere di stato grigionese Aliesch perde l’immunità
Passo importante per il Gran Consiglio grigionese. Il legislativo retico ha infatti revocato venerdì l'immunità del consigliere di Stato Peter Aliesch, sospettato di corruzione passiva. La decisione è stata presa durante una seduta straordinaria senza voti contrari. Centodieci deputati hanno inoltre presentato al governo un postulato in cui si preconizza il ritiro allo stesso Aliesch di altre importanti competenze.
È la prima volta nella storia del cantone che a un membro dell’esecutivo viene tolta l’immunità giudiziaria. Già martedì prossimo il governo nominerà un procuratore e un giudice straordinari per chiarire le responsabilità del magistrato.
Esonerato dalla responsabilità di governo
A livello politico la situazione si fa sempre più imbarazzante per il consigliere di stato Peter Aliesch. Su iniziativa dei presidenti delle quattro principali frazioni politiche presenti nel legislativo cantonale, è stata inoltrata una mozione che chiede un ulteriore esonero dalle competenze del suo dicastero.
Già in precedenza Aliesch ha dovuto abbandonare la responsabilità sui dossier polizia e Forum economico internazionale di Davos. Adesso la mozione chiede in particolare di eliminare dai suoi compiti anche la revisione totale della costituzione, attualmente in corso. La proposta è stata sottoscritta da ben 110 parlamentari su 120.
A parere dei deputati, dovrebbe pure essergli tolta ogni competenza nel campo della giustizia penale. Aliesch – affermano – non gode più della credibilità e della fiducia necessarie. Come «compensazione», non si esclude tuttavia di assegnargli compiti speciali. Il postulato dovrebbe essere messo all’ordine del giorno della sessione parlamentare ordinaria di inizio ottobre.
Le accuse contro Aliesch
Aliesch è sospettato dalla Procura distrettuale di Zurigo di aver accettato doni dal controverso uomo d’affari greco Panagiotis Papadakis, in cambio di agevolazioni nella concessione di un permesso di soggiorno nel cantone.
Anche l’imputato ha preso la parola durante la seduta odierna, durata poco più di un’ora, per sostenere di non aver nulla da nascondere e di avere chiesto egli stesso la revoca dell’immunità, nella convinzione che non si giungerà a una incriminazione. A suo avviso, i doni ricevuti da Papadakis (una pelliccia per la moglie, vacanze pagate in Grecia e a St. Moritz) erano di natura privata e non hanno comportato nessun favore nei suoi confronti. Aliesch ha riconosciuto di aver commesso degli errori ma ha di nuovo respinto le richieste di dimissioni.
swissinfo e agenzie
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