Il governo dovrà riesaminare il credito per le spese straordinarie di Carla Del Ponte
Il Consiglio federale dovrà riesaminare la formulazione del credito di 920 mila franchi, concernente il mandato di Carla Del Ponte al Tribunale penale internazionale (TPI). Lo ha deciso mercoledì la Delegazione delle finanze del parlamento.
Nel render noto la propria decisione la Delegazione delle finanze del parlamento non ha infatti voluto approvare l’urgenza per quest’anticipo finanziario sollecitato dal governo. Pur non opponendosi all’importo, la richiesta di credito supplementare (sottolinea la Delegazione in un comunicato stampa) poteva infatti essere depositata ben prima della fine di agosto 2000, visto che Carla Del Ponte è procuratrice capo del TPI dal 15 settembre 1999.
La Delegazione ricorda che della somma in questione oltre 600 mila franchi sono già stati spesi senza consenso parlamentare. Il Consiglio federale dovrà dunque inserire i 920 mila franchi nel secondo supplemento al preventivo 2000 della Confederazione, che sarà esaminato dalle Camere nella sessione invernale.
Il governo è stato inoltre invitato a fornire informazioni supplementari sui particolari del credito, dato che lo stesso ha sollevato non pochi interrogativi. Un incontro tra la Delegazione delle finanze e la consigliera federale Ruth Metzler è in programmail 19 settembre.
Secondo il Consiglio federale i 920 mila franchi supplementari sono destinati alla copertura di costi «straordinari». Sono in gran parte legati a pagamenti anticipati per gli affitti, viaggi di servizio e misure di sicurezza personale.
Il portavoce del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) Viktor Schlumpf, ha precisato all’agenzia di stampa svizzera Ats che 432 mila franchi sono assorbiti dall’affitto per il suo appartamento all’Aja (12 mila franchi mensili), versato anticipatamente per tre anni. La Svizzera deve poi versare circa 400 mila franchi per la sicurezza personale della signora Del Ponte. Tale sicurezza è assunta dai Paesi Bassi sul loro territorio, dall’ONU nel Kosovo ed in Rwanda e dalla Svizzera nel resto del mondo.
La soluzione presa in considerazione dal Consiglio federale tiene conto delle esigenze di Carla Del Ponte, visto che il salario riconosciutole dall’ONU è nettamente inferiore a quello che riceveva quale procuratrice della Confederazione. La soluzione s’ispira pure al codice di condotta delle Nazioni Unite. Il governo pone inoltre l’accento sul grande interesse, per la Svizzera, suscitato dalla scelta dell’ex procuratrice della Confederazione per occupare il secondo rango nella gerarchia dell’ONU. Fatto questo che la Delegazione delle finanze non contesta.
swissinfo e agenzie
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