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Democrazia diretta in Svizzera

In piazza contro il conflitto in Medio Oriente

Molte le bandiere libanesi sventolate durante la manifestazione Keystone

Oltre 3'000 persone si sono riunite sabato a Berna per protestare contro il conflitto armato tra Israele e gli Hezbollah libanesi e contro l'offensiva israeliana a Gaza.

Dalle strade della capitale è pure stato lanciato un appello al governo elvetico per la cessazione della collaborazione militare con i paesi della regione mediorientale.

La manifestazione nel centro di Berna, pacifica e autorizzata, è stata convocata dal Gruppo per una Svizzera senza esercito, dai Verdi, dal Partito del lavoro, dall’organizzazione umanitaria Terre des Hommes e da una trentina di altre organizzazioni.

I dimostranti hanno lanciato un appello per la cessazione delle violenze contro i civili in Libano, nei territori palestinesi e in Israele, al fine di giungere ad una soluzione negoziata. Hanno inoltre reclamato l’applicazione del diritto internazionale.

Nella capitale si sono riunite 3’000 persone secondo la polizia, 4’000 secondo i promotori. «Per la prima volta, la popolazione svizzera si è presentata in massa», si è felicitato uno degli organizzatori.

Relazioni militari

I manifestati – che dal centro autogestito della Reithalle si sono spostati sulla piazza federale – hanno pure chiesto al governo svizzero di sospendere la collaborazione militare con l’esercito e l’industria bellica di Israele e degli altri paesi della regione.

Il 26 luglio, il Consiglio federale aveva annunciato lo stanziamento di un credito di 5 milioni di franchi per sostenere le operazioni urgenti del Comitato internazionale della Croce Rossa.

“Non esportiamo materiale bellico alle parti in conflitto”, aveva dichiarato la ministra degli affari esteri Micheline Calmy-Rey, ricordando che la Svizzera limita la cooperazione militare con Israele dal 2001.

Benché avesse accolto positivamente l’impegno umanitario della Confederazione, la sinistra aveva però criticato la passività del governo. Secondo socialisti ed ecologisti, avrebbe dovuto condannare la violazione del diritto internazionale.

Vittime e distruzione

Gli attacchi israeliani hanno già provocato centinaia di vittime e la distruzione di numerose istallazioni civili, rammenta un flyer distribuito durante la manifestazione di sabato.

Centinaia di migliaia di persone sono state riversate in strada, si legge sul volantino, che deplora “le punizioni collettive che violano gravemente le convenzioni di Ginevra”.

Il 21 luglio, una manifestazione simile aveva già attirato nella capitale un migliaio di persone.

swissinfo e agenzie

Il conflitto che vede coinvolti Israele e i miliziani del movimento islamista Hezbollah nel sud del Libano è scoppiato dopo il rapimento di due soldati israeliani.

Al 18esimo giorno di scontri, la fine dei bombardamenti sembra ancora lontana.

Tutti gli svizzeri che dal 14 luglio hanno voluto lasciare il sud del Libano sono ora al sicuro.

Dopo il bombardamento, 2 settimane fa, di una centrale elettrica sulla costa libanese, dai serbatori distrutti sono fuoriuscite sabato tonnellate di petrolio. Secondo il governo di Beirut, il riversamento nel Mediterraneo del petrolio costituisce una catastrofe ecologica senza precedenti nella regione.

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