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In Ticino e nella Mesolcina superata l’emergenza profughi dello scorso anno

Il bilancio dell'attività nel primo semestre 2000 del Corpo guardie di confine in Ticino e nella Mesolcina mostra una situazione radicalmente mutata rispetto ai primi sei mesi del 1999.

È terminata la situazione di emergenza sul fronte dell’asilo e il contingente delle guardie delle fortificazioni è stato ridotto da 25 a 20 unità.

Il numero dei fermi alla cosiddetta frontiera verde (all’infuori dei valichi) è sceso in media a 5-6 persone al giorno, un livello basso anche rispetto agli anni precedenti il conflitto nei Balcani, indica una comunicato diffuso alla stampa giovedì dal IV Circondario. Il Corpo intende quindi impegnarsi maggiormente nella lotta contro la criminalità transfrontaliera ed il contrabbando.

Lungo la frontiera verde sono state fermate e consegnate alla polizia 616 persone (6’975 nel primo semestre 1999), delle quali 478 entrate illegalmente (6’552). Il 27,6 percento dei fermati erano persone di etnia curda, il 15 percento kosovari, il 5 percento albanesi ed il restante 50 percento cittadini di oltre 40 differenti nazionalità.

Ai valichi di confine, sono state consegnate alla polizia 1’099 persone, 246 delle quali ricercate con avviso di segnalazione (157 nei primi sei mesi dell’anno scorso). Consistente rimane il numero delle persone scoperte in possesso di documenti falsi: 208 nei primi sei mesi di quest’anno contro i 266 del periodo precedente.

Nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti – indica il comunicato – sono stati scoperti 181 casi, 97 in più rispetto al primo semestre del 1999. L’aumento tocca particolarmente i valichi del Mendrisiotto.

Le guardie di confine intervenute alla stazione internazionale di Chiasso hanno fatto scendere dai treni 853 persone (2’857) in entrata per la Svizzera e respinte in Italia perché prive di documenti validi per il passaggio del confine.

swissinfo e agenzie

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