L’Euro visto da tre giornalisti indonesiani
Circa 10'000 rappresentanti dei media sono accreditati per l'Euro 08 in Svizzera e in Austria. Tra di loro anche dei giornalisti indonesiani della televisione nazionale RCTI TV. Come stanno vivendo questo avvenimento?
Wendi Wihariyanto, I Gusti Ayu Sanari (i giornalisti) e Erwin Julistyo (il cameraman) formano una delle due squadre della RCTI (la più importante televisione indonesiana e l’unica presente all’Euro) che si trovano in Svizzera per questi Europei. I tre sono incaricati di coprire l’Euro a Basilea e a Zurigo.
Altri loro colleghi sono a Ginevra e a Berna, mentre altre due squadre della RCTI TV percorrono l’Austria.
Ogni giorno Wendi, I Gusti Ayu e Erwin inviano tre o quattro reportage alla redazione centrale situata a Giakarta.
Allenamenti, interviste dei giocatori e degli allenatori delle squadre presenti in Svizzera, incontri coi tifosi, aspetti legati alla sicurezza o temi più bucolici: la squadra di alza all’alba e raramente si corica presto. Il fuso orario (+5 ore), inoltre, non è molto favorevole.
Indonesiani pazzi per il calcio
“Il calcio è lo sport numero uno in Indonesia, davanti al badminton, spiega la giornalista I Gusti Ayu. Tutte le partite dell’Euro sono trasmesse in diretta e la gente non esita a rimaner sveglia fino a notte fonda per guardare gli incontri, che sono commentati in studio a Giakarta”.
“Il Mondiale e i Campionati europei sono sempre molto seguiti dagli indonesiani. Così come la Champions League o la Coppa Uefa. Conoscono tutti i migliori giocatori”, aggiunge Erwin, il cameraman.
Il campionato nazionale indonesiano è pure molto popolare e non è raro vedere il più grande stadio di Giakarta (100’000 posti) colmo di spettatori.
“In Indonesia si scommette anche molto sui risultati delle partite di calcio. In generale, la gente non guarda gli incontri a casa, ma si riunisce nei bar, nei ristoranti o davanti a schermi giganti”, racconta Wendi.
“Spero di ritornar presto”
“Ci piacerebbe fare più interviste coi giocatori e con gli allenatori – aggiunge. Ma dobbiamo sempre trovare qualcuno che parla inglese e ciò non è evidente. Tutto è però bene organizzato. Gli svizzeri hanno fatto un buon lavoro”.
Le diverse restrizioni per avvicinare i giocatori, inoltre, non facilitano il compito del trio indonesiano.
“È la prima volta che vengo in Svizzera e spero proprio di poter ritornare presto, perché è un paese molto interessante. Le diverse lingue, i paesaggi, la qualità delle infrastrutture… sono rimasto molto impressionato”, sottolinea Wendi.
“La realtà va ben al di là delle immagini di formaggio, cioccolato e neve che avevo in testa prima di atterrare. Sono molto contento anche di recarmi a Vienna per fare dei reportage prima della finale e scoprire così anche l’Austria.
swissinfo, Mathias Froidevaux, Basilea
Colonia olandese e occupata dal Giappone durante la seconda guerra mondiale, l’Indonesia ha proclamato la sua indipendenza nel 1945.
Dopo quattro anni di guerra e di trattative, l’Olanda ha riconosciuto l’indipendenza nel 1949.
L’Indonesia è il più grande Stato-arcipelago del mondo (18’000 isole, 6’000 delle quali abitate) e il quarto paese più popolato (circa 220 milioni di abitanti).
Le cinque isole più grandi sono Giava, Sumatra, Kalimantan (la parte indonesiana del Borneo), Nuova Guinea e Sulawesi.
Calcisticamente parlando, l’Indonesia ha partecipato a una sola fase finale della Coppa del Mondo nel 1938. La squadra era però chiamata secondo l’appellativo coloniale, ossia “Indie orientali olandesi”.
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