La fine di un “simbolo” ginevrino
Lo squat Rhino, l'edificio occupato da un ventennio ed emblema della cultura alternativa ginevrina, è stato evacuato lunedì con un'azione di polizia degenerata in scontri.
L’intervento – che pone fine a un periodo di convivenza pacifica con la giustizia e il mondo politico – ha suscitato reazioni contrastanti.
Ginevra ha vissuto una notte piuttosto tranquilla, dopo l’evacuazione dello squat (casa occupata abusivamente) Rhino avvenuta lunedì e terminatasi con scontri fra dimostranti e forze dell’ordine. Sono stati segnalati unicamente alcuni episodi di vandalismo, che non hanno però provocato danni di rilievo. Due manifestanti sono stati interrogati, mentre le 22 persone fermate ieri all’interno dello squat sono tutte state rilasciate.
Per evacuare lo squat, creato 19 anni fa, la polizia ginevrina ha fatto uso di gas lacrimogeni e idranti. Iniziata nella calma a inizio pomeriggio, l’operazione – ordinata dal procuratore generale Daniel Zappelli con il consenso del Consiglio di Stato (governo cantonale) – è in seguito degenerata. Pierre Bayenet, avvocato del collettivo Rhino, ha definito l’operazione “illegale e scandalosa”. Il legale ha annunciato che chiederà la ricusazione della procura.
Situazione precipitata
Nelle tre palazzine, che contano generalmente un’ottantina di abitanti, ad inizio pomeriggio si trovavano soltanto venti persone, ha indicato la polizia, che in un primo tempo aveva allontanato soltanto una donna incinta. L’evacuazione vera e propria è stata avviata poco dopo le 17.30, quando le forze dell’ordine sono passate all’azione, sotto gli occhi delle centinaia di sostenitori affluiti nel frattempo.
Agli sbeffeggi e ai fischi si sono rapidamente succeduti scontri fra i dimostranti e le forze dell’ordine. Gruppi di manifestanti hanno inoltre bloccato il traffico automobilistico.
Le operazioni della polizia si sono concluse verso le 18h30, dopo aspri scontri caratterizzati tra l’altro dal lancio di lacrimogeni e dall’utilizzo di un cannone ad acqua da parte delle forze dell’ordine.
“Ristabilire l’ordine”
Attesa da giorni, l’evacuazione di Rhino è stata ordinata sulla base di due decisioni, amministrativa e giudiziaria, hanno indicato lunedì pomeriggio nel corso di una conferenza stampa i consiglieri di Stato Laurent Moutinot e Mark Müller, nonché il procuratore Daniel Zappelli. Secondo quest’ultimo “è giunto il momento di ristabilire l’ordine”.
La decisione amministrativa è stata rilasciata dal Dipartimento delle costruzioni diretto da Müller, che ha ingiunto al proprietario di ammodernare con effetto immediato gli stabili, considerati insalubri e poco sicuri.
Dal profilo penale, l’evacuazione è quindi stata ordinata in seguito alla denuncia per violazione di domicilio presentata dal proprietario delle tre palazzine, ha precisato il procuratore.
Dal canto loro, gli ambienti economici cittadini – segnatamente l’associazione dei professionisti del settore immobiliare – hanno salutato un’azione “che sancisce il rispetto della proprietà privata”.
“Violazione dei diritti umani”
“Fin quando non vi è una sentenza di evacuazione, un’operazione della polizia di questo tipo è illegale”, ha affermato alla stampa Pierre Bayenet, avvocato del “collettivo Rhino”. Questi ha inviato una lettera a Miloon Kothari, relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all’alloggio per renderlo partecipe della sua preoccupazione relativa alla violazione dei diritti umani di cui sono vittime le persone che occupavano gli edifici.
Nel frattempo il collettivo “Rhino” chiederà la ricusazione dell’insieme della procura accompagnata da una domanda di reintegrazione degli abitanti dello squat. La Corte di cassazione dovrà pronunciarsi sulla ricusazione.
La morte del simbolico squat era comunque annunciata: la scorsa settimana, l’avvocato del collettivo che gestisce i tre stabili aveva indicato di aver esaurito tutte le vie giuridiche, compreso un ricorso al Tribunale federale, per evitare un’evacuazione.
La Corte suprema aveva d’altronde confermato in maggio lo scioglimento dell’ “associazione Rhino”, che in passato aveva tentato, senza risultato, di rilevare gli stabili presso i loro proprietari successivi, nonchè la confisca dei 300’000 franchi accantonati dagli occupanti.
Nuovo orientamento
Lo sfollamento di Rhino, che per quasi due decenni ha assunto un ruolo di primaria importanza nel movimento “squat” di Ginevra, segna l’avvio di una nuova politica del procuratore generale Daniel Zappelli nei riguardi degli occupanti di case vuote. Dopo decenni di relativa tolleranza, il procuratore ha deciso di applicare alla lettera le disposizioni legislative.
Un altro squat di Ginevra, situato nel vicino Boulevard de la Tour, è stato sfollato il 10 luglio scorso. L’operazione, iniziata con un controllo d’identità, era sfociata in serata in tafferugli con le forze di polizia.
swissinfo e agenzie
Le occupazioni di edifici (squat) nell’area ginevrina sono iniziate alla fine degli anni Ottanta, in un contesto caratterizzato dalla carenza di alloggi e della crescente speculazione immobiliare.
Durante gli anni Novanta, nella città di Calvino vi erano fino a 160 edifici occupati, in cui risiedevano complessivamente circa 2000 persone. Attualmente gli stabili in questione sono alcune decine.
Rhino costituiva l’esperienza di occupazione più conosciuta e rappresentativa a Ginevra.
Aprile 1988: fondazione dell’ “associazione Rhino”.
Novembre 1988: occupazione degli edifici.
1990 – 1994: respinti du progetti di rinnovamento.
1997: la città e il Cantone di Ginevra rifiutano di acquistare gli edifici.
Dicembre 1997: falliscono le trattative d’acquisto tra i proprietari e l’associazione Rhino.
1998: gli edifici hanno un nuovo proprietario.
2003: il governo rosso-verde della città intende acquistare gli stabili; i proprietari rifiutano.
2005: un’iniziativa di espropriazione a beneficio degli occupati è dichiarata contraria al diritto.
Ottobre 2005: il procuratore generale di Ginevra ordina l’evacuazione; ne segue una lunga battaglia giuridica al termine della quale la decisione è dichiarata non valida.
Gennaio 2007: l’associazione Rhino è sciolta e la sua sostanza confiscata.
11 luglio 2007: evacuazione dello “Squat de la Tour”.
23 luglio 20007: evacuazione di Rhino.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.