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La presidente del TPI Carla Del Ponte ascoltata nell’ambito del Ticinogate

La presidente del Tribunale penale internazionale dell'Aja Carla Del Ponte. Keystone / EPA PHOTO / Valdrin Xhema

L'ex procuratrice della Confederazione ed attuale presidente del Tribunale penale internazionale dell'Aja (TPI) Carla Del Ponte è stata sentita, come testimone dal procuratore pubblico straordinario Luciano Giudici, che sta indagando sul caso Verda.

Carla Del Ponte è stata ascoltata mercoledì pomeriggio dal procuratore straordinario Luciano Giudici che sta indagando sulla bufera giudiziaria che ha investito il Canton Ticino. Avvicinata dai giornalisti al termine dell’udienza, la Del Ponte ha ammesso di aver parlato del caso del giudice Verda ai magistrati che in Ticino si stanno occupando dell’indagine.

Nella sua deposizione Carla Del Ponte ha raccontato che l’allora giudice Franco Verda andò a trovarla a Berna quando era procuratrice della Confederazione per chiederle notizie sul boss del contrabbando Gerardo Cuomo e sull’esistenza di rogatorie internazionali a carico del boss italiano del contrabbando. Il giudice Verda le chiese inoltre informazioni su Cuomo nel corso di una breve telefonata, sempre quando era procuratrice della Confederazione a Berna.

Di più l’alto magistrato internazionale non ha voluto dire, limitandosi ad aggiungere che, secondo lei, il Ticinogate sta dimostrando qualcosa di positivo, nel senso che la Confederazione, negli ultimi tempi, si sta dimostrando sensibile alle richieste di rogatoria inviate da altri Paesi.

Ed a proposito della Confederazione v’è da aggiungere che, chiamata in causa dall’Unione europea come «oasi dei contrabbandieri», La Svizzera si è detta pronta a negoziare con l’Unione europea. «Non abbiamo alcun interesse ad essere descritti come il paese dove fiorisce il contrabbando o che tollera la criminalità», ha dichiarato a Berna il portavoce del Dipartimento federale delle finanze, Daniel Eckmann.

Come per l’evasione fiscale, altro nodo nei rapporti tra Berna e Bruxelles, anche per il contrabbando la Confederazione non concede assistenza giudiziaria. Il delitto è considerato in Svizzera una semplice infrazione fiscale. Ma da alcuni anni, l’Unione europea fa pressione.

I Quindici vogliono andare oltre il semplice scambio di informazioni previsto dall’accordo d’assistenza doganale firmato nel 1997. «La Svizzera è pronta a negoziare – ha aggiunto Eckmann – aspettiamo proposte dall’Unione europea».

In Ticino intanto il procuratore pubblico straordinario Luciano Giudici ha indicato giovedì sera che proseguono gli interrogatori del giudice Franco Verda, della moglie Desirée Rinaldi e del presunto boss del contrabbando Gerardo Cuomo.
È previsto un confronto fra i tre indagati, indica in uno scarno comunicato Luciano Giudici, il primo dopo quello di sabato scorso, in cui si annunciava l’arresto di Verda.
Il procuratore precisa che nulla permette di ipotizzare il coinvolgimento nella vicenda di altri magistrati. «Le illazioni giornalistiche sono prive di fondamento», scrive Giudici.


swissinfo e agenzie

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