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La Svizzera blocca altri milioni di Montesinos in Lussemburgo

Il Lussemburgo, su richiesta svizzera, ha bloccato i conti appartenenti all'ex capo dei servizi segreti peruviani Vladimiro Montesinos. I circa 10 milioni di franchi rintracciati grazie all'operazione congiunta tra i due paesi vanno ad aggiungersi ai 194 milioni attualmente congelati nei forzieri di alcune banche svizzere a Lugano, Ginevra e Zurigo.

Il Tribunale distrettuale IV del canton Zurigo, competente per il caso Montesinos, ha da poco inoltrato nel Granducato una rogatoria, ha dichiarato martedì la giudice del tribunale zurighese Cornelia Cova. La domanda di assistenza giudiziaria è stata presentata anche a Russia e Stati Uniti ha proseguito Cova, ma senza chiedere il sequestro di conti.

La giudice ha precisato che sulle piazze finanziarie di Lugano, Ginevra e Zurigo sono stati rintracciati complessivamente 113 milioni di dollari (circa 194 milioni di franchi). Del totale, circa 48 milioni sono direttamente collegabili a Montesinos, mentre il resto è di proprietà di personaggi a lui vicini.

Trasferiti documenti in Perù
La Confederazione ha da poco trasmesso alle autorità peruviane i documenti che concernono i 48 milioni di dollari di proprietà di Montesinos. La collaborazione si iscrive nell’ambito della rogatoria chiesta da Lima alla Svizzera. Tuttavia una piccola parte dei documenti bancari è rimasta bloccata nel nostro paese, a causa di un ricorso intentato da un commerciante di armi israeliano presso il tribunale di appello di Zurigo.

Anche Montesinos in persona, nell’ottobre del 2000, aveva ricorso presso la medesima autorità, ha spiegato Cova. Con una lettera spedita da Panama, l’ex pezzo grosso di Lima si opponeva al sequestro dei conti, spiegando di essere in grado di dimostrarne l’origine. Da allora però Montesinos non si è più fatto vivo.

Taglia sulla sua testa
Il governo peruviano ha messo una taglia di 8,5 milioni di franchi sulla testa di Montesinos. L’uomo, latitante dallo scorso ottobre, è ricercato per traffico d’armi, violazione dei diritti umani, riciclaggio di denaro, traffico di stupefacenti e corruzione.

Nel caso Montesinos venisse processato in Perù, i soldi bloccati sui vari conti sarebbero spartiti. In caso di condanna per corruzione, i milioni sarebbero tutti consegnati al governo di Lima; mentre se venisse giudicato colpevole di altri delitti – ad esempio traffico di stupefacenti – Berna e Lima si spartirebbero la somma.

Vladimiro Lenin Montesinos Torres, 54 anni, detto «il Rasputin andino» è stato per dieci anni stretto collaboratore di Fujimori ed è all’origine della crisi politica che ha costretto alla fuga l’ex presidente.

swissinfo e agenzie

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