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Lince: accordo Confederazione-cantoni per gli abbattimenti

Il Programma lince prevede la colonizzazione della Svizzera orientale Keystone

La reintroduzione della lince nella Svizzera orientale ha fatto un passo avanti. Confederazione e Cantoni hanno siglato un accordo che fissa i criteri per stando la concessione delle autorizzazioni di abbattimento.

Il direttore dell’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) Philippe Roch e i consiglieri di stato responsabili della caccia dei cantoni di Zurigo, San Gallo, Turgovia e dei due Appenzello, hanno raggiunto un compromesso, come indica un comunicato dell’UFAFP.

L’accordo si iscrive nel quadro del «Programma lince Svizzera» che prevede la colonizzazione della Svizzera orientale a partire dalle Alpi occidentali, dove attualmente vivono una sessantina di questi felini.

Secondo i criteri dell’UFAFP un’autorizzazione di abbattimento potrà essere concessa solo se una delle tre seguenti condizioni sarà soddisfatta: danni insopportabili per un gregge di ovini; pericolo per una specie minacciata; impossibilità di praticare la caccia normalmente. Il programma sarà precisato nei prossimi mesi: con queste misure la Svizzera vuole assicurare la sopravvivenza di una popolazione di lince nelle Alpi.

«Non abbiamo capitolato davanti ai Cantoni: abbiamo trovato assieme una via d’uscita da un vicolo cieco», ha precisato Roch, confessando che quelle che riteneva essere questioni di dettaglio (le competenze di tiro) sono invece risultate il nocciolo della discordia.

Roch non ha dubbi: l’accordo è un successo per la lince. È convinto che i Cantoni concederanno le autorizzazioni solo eccezionalmente. «I Cantoni volevano soprattutto ottenere un segnale di fiducia da parte della Confederazione», ha concluso Roch.

Per Rico Kessler, responsabile dell’informazione di Pro Natura, si tratta di vegliare affinché i criteri fissati dalla Confederazione continuino ad essere rispettati anche qualora la pressione politica per ottenere le autorizzazioni di abbattimento dovesse aumentare. L’aspetto problematico è che ora le decisioni non saranno più prerogativa di un ente specializzato – l’UFAFP – ma anche delle autorità politiche.

Kessler sottolinea però che è senz’altro più importante il contenuto dei criteri di autorizzazione, rispetto all’autorità competente per concederla. «Per la lince è indifferente chi sia a decidere del proprio destino», ha concluso Kessler.

Swissinfo e agenzie

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