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Naturalizzazioni: Ruth Metzler vuole evitare decisoni affrettate

Davanti all'assemblea delle donne PPD, la ministra di giustizia e polizia ha ribadito che occorrerà innanzitutto facilitare la naturalizzazione degli stranieri nati e cresciuti in Svizzera.

Il Consiglio federale vuole «impedire decisioni arbitrarie in materia di naturalizzazioni», ha detto Ruth Metzler evocando il caso di Emmen (LU). Vuole quindi armonizzare e semplificare le procedure dove è possibile. Tuttavia, interrogata sulla richiesta di Ginevra di accogliere i candidati alla naturalizzazione di Emmen, la Metzler ha detto di non condividere questa decisione per due ragioni: oltre a mancare di base legale, queste persone sono integrate nel comune lucernese e parlano tedesco.


Nel caso concreto di Emmen si è espressa Doris Diltz, membro del legislativo del comune lucernese. La Diltz ha affermato che il comune «non ha problemi con gli stranieri in generale, tranne che con quelli provenienti dai Balcani». Secondo lei, essi rifiuterebbero di integrarsi nonostante gli sforzi delle autorità scolastiche e delle associazioni. Non si tratta di un problema linguistico, ha affermato, ma semplicemente «non riusciamo a stabilire un contatto con loro».

Per quanto riguarda i tipi d’intervento della Confederazione, Ruth Metzler ha inoltre affermato che un gruppo di esperti sta studiando l’introduzione di eventuali ricorsi contro il rifiuto di naturalizzazione ingiustificato. La Confederazione dispone attualmente di un diritto di veto contro le naturalizzazioni ma non può obbligare cantoni e comuni a concedere la cittadinanza svizzera.

Gli esperti dovranno in primo luogo elaborare un progetto per la naturalizzazione agevolata dei giovani stranieri nati e cresciuti in Svizzera. Secondo Ruth Metzler è infatti inconcepibile che possa essere loro negata la cittadinanza senza nessun motivo. «Anche se deploriamo il risultato della votazione di Emmen, dobbiamo ammettere che è stato ottenuto conformemente al diritto vigente», ha aggiunto la consigliera federale.

Sul problema dell’asilo, la ministra di giustizia e polizia ha tenuto a precisare che bisogna distinguerlo da quello degli stranieri. Per i richiedenti l’asilo prevale l’incoraggiamento al ritorno in patria mentre per gli stranieri ammessi definitivamente l’accento va posto invece sull’integrazione. Attualmente, ha detto la Metzler, sono 1,4 milioni – di cui la metà da oltre dieci anni – gli stranieri che vivono da noi e non si può dire che abbiano attirato su di loro l’attenzione dell’opinione pubblica. I richiedenti l’asilo sono solo 170 mila eppure su di loro sono costantemente puntati i riflettori.

Sul problema di quanto accaduto a Emmen è intervenuta anche Rosemarie Simmen della Commissione Federale degli Stranieri. Per la Simmen, il fatto che il tribunale di Basilea Campagna, appoggiandosi sulla nuova Costituzione federale e su quella cantonale, abbia intimato al comune di Pratteln di votare nuovamente sulla richiesta di naturalizzazione avanzata da sei turchi e bocciata una prima volta nel 1997, «rappresenta un passo positivo». In caso di rifiuto, toccherà al Tribunale federale decidere.

Finora, ha ricordato la Simmen, il TF aveva sempre difeso l’autonomia cantonale. Qualora esso fosse chiamato a dirimere la vertenza, dovrà prendere una decisione basandosi sulla nuova Costituzione, come fatto dal tribunale cantonale di Basilea Campagna. Tra le note positive, la Simmen ha anche evocato il caso giurassiano, dove gli stranieri godono del diritto di eleggibilità a livello comunale. Benché non sia sicuro che un tale sistema possa essere adottato in altri cantoni, ha aggiunto, «esso contribuisce certamente a facilitare l’integrazione degli stranieri».

Il problema dell’integrazione, ha poi aggiunto, non riguarda solo gli stranieri ma anche gli svizzeri di altri cantoni, i quali spesso fanno fatica ad integrarsi in un tessuto sociale diverso da quello che li ha visti nascere. Il problema delle naturalizzazioni e dell’integrazione degli stranieri, ha poi detto la presidente delle donne PPD, Brigitte Hauser, verrà trattato da un gruppo di lavoro istituito ad hoc.

swissinfo e agenzie

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