Nuova condanna per Gerardo Cuomo
Il tribunale di Bari ha condannato uno dei protagonisti del «Ticinogate» a sette anni e quattro mesi di prigione per associazione mafiosa.
Nel 2000, Cuomo era già stato condannato in margine allo scandalo di corruzione nel canton Ticino.
Il Tribunale di Bari ha condannato a 7 anni e 4 mesi Gerardo Cuomo, 55 anni, per il reato di associazione mafiosa. Cuomo era accusato di aver introdotto in Puglia dal Montenegro, tra il 1996 e il 2000, centinaia di tonnellate al mese di tabacchi, ma per l’accusa di contrabbando non si è potuto procedere.
Secondo il diritto svizzero, Cuomo può essere ritenuto colpevole di riciclaggio e di evasione fiscale, ma non di contrabbando, visto che il complesso sistema adottato per l’esportazione dall’imputato e i suoi complici non infrange le regole svizzere. La Procura federale ha comunque offerto la sua collaborazione per ricostruire i movimenti finanziari legati agli accusati.
L’accusa al presunto boss
Cuomo è ritenuto dal giudice unico di Bari, Chiara Civitano, uno dei quattro subconcessionari che importavano in Montenegro sigarette stoccate in Olanda. Le subconcessioni, ritiene di aver provato il pubblico ministero della distrettuale antimafia barese Giuseppe Scelsi, furono date dal presunto «re del contrabbando», Franco Della Torre.
Il sessantenne di Mendrisio era titolare dell’unica licenza rilasciata negli anni scorsi dalle autorità montenegrine per l’importazione da Rotterdam in Montenegro di ingenti quantitativi di sigarette.
Una volta giunti in Montenegro i tabacchi sarebbero stati inviati in Puglia: tra il 1996 e il 2000 ogni subconcessionario, ritiene l’accusa, avrebbe inviato in Puglia 250 tonnellate di sigarette al mese. Secondo l’accusa, i proventi dei traffici illeciti, ma anche di estorsione e traffico di stupefacenti, sarebbero stati riciclati in Svizzera e in paradisi fiscali, dove Cuomo avrebbe costituito diverse società.
Un processo complesso
Nel processo svolto con rito abbreviato, assieme a Cuomo, erano imputate altre otto persone: sette sono state condannate, una assolta da tutte le accuse.
A tre anni di reclusione è stato condannato per associazione mafiosa un 46enne svizzero, Alexander Hagsteiner, residente a Lugano, ex funzionario della filiale della Banque Nationale de Paris di Lugano.
L’uomo è stato ritenuto responsabile di aver fornito consulenza bancaria a Cuomo «al fine di agevolare lo stesso e le illecite attività svolte unitamente ad altri promotori dell’associazione mafiosa».
La pena a quattro anni e otto mesi di reclusione per associazione mafiosa e contrabbando di tabacchi è stata inoltre inflitta a un 42enne ticinese di Melano, Nedo Caneva, ritenuto un fiancheggiatore del presunto boss ostunese Francesco Prudentino, a giudizio per questi fatti e per omicidio dinanzi alla Corte d’assise.
swissinfo e agenzie
In Svizzera Gerardo Cuomo è stato arrestano nell’estate del 2001 con l’accusa di corruzione passiva verso il giudice Franco Verda. Le varie implicazioni giudiziarie sono finite sotto il titolo «Ticinogate».
La prima condanna a sette mesi con la condizionale e l’espulsione dalla Svizzera è stata confermata anche dal Tribunale federale nel 2003.
Già prima della sentenza della cassazione, Cuomo era stato espulso e consegnato alle autorità italiane.
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