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Nuova perequazione finanziaria dal Consiglio federale

Con la riforma della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni si intende aggiornare e migliorare il sitema dell'indennizzo dei cantoni Keystone

Le differenze fra cantoni poveri e quelli ricchi potrebbero ridursi grazie alla riforma della perequazione finanziaria tra Confederazione e cantoni.

Un messaggio in tale direzione è stato approvato mercoledì dal Consiglio federale. E qualcuno ha già definito la norma un “lifting” del federalismo.

Il messaggio di 300 pagine trasmesso al parlamento prevede una ventina di modifiche costituzionali e una legge specifica. Il popolo dovrebbe pronunciarsi nel 2004. Il “pacchetto”, che comporterà ancora ulteriori revisioni legislative, non entrerà in vigore prima del 2006.

Il progetto di riforma della perequazione finanziaria intende cambiare da cima a fondo l’attuale sistema “complicato e ingarbugliato” dell’indennizzo dei cantoni, che risale al 1959. Attualmente, la Confederazione assegna loro 13 miliardi di franchi all’anno per i compiti che assumono.

Equilibrare le risorse

Questi mezzi, suddivisi in 36 fondi di perequazione e di sussidiamento, non hanno permesso di ridurre le disparità finanziarie tra i cantoni. La riforma permetterà di ridurre questa moltitudine di casse a tre fondi soltanto.

L’elemento centrale è la perequazione delle risorse, che ha lo scopo di ridurre le disparità tra cantoni ricchi e poveri del 25%. Se la Confederazione dovrà versarvi 1,4 miliardi, i cantoni con forti entrate – ZH, GE, ZG, BL, SZ e NW – dovranno sborsarne assieme un miliardo.

Tutti gli altri – Berna e Vallese in testa – beneficeranno di questa manna. L’inserimento nell’una o nell’altra categoria avverrà secondo un nuovo indice basato sui dati dell’imposta federale diretta e quindi indipendente dalla politica fiscale e delle spese di ogni cantone.

Regioni di montagna e città

Il secondo fondo, finanziato dalla Confederazione con 550 milioni, deve compensare gli oneri eccessivi dovuti a fattori geografici (regioni di montagna) e socio-demografici dei cantoni con grossi agglomerati.

Infine, il passaggio al nuovo sistema sarà agevolato da un terzo strumento destinato a compensare i casi di rigore durante una fase transitoria. Questo fondo di 428 milioni, di cui 2/3 a carico della Confederazione, sarà suddiviso tra dieci cantoni. Tra i principali beneficiari: Vaud, Neuchâtel, Friburgo, Giura, Appenzello Esterno e Obwaldo.

Contribuenti e beneficiari

Alla fine, sei cantoni si ritroveranno dalla parte di coloro che la riforma chiama alla cassa. Tra questi, in testa figura Zugo con un contributo di 1133 franchi per abitante. Zurigo dovrebbe versare 254 franchi e Ginevra – unico cantone romando tra i contribuenti – 31 franchi pro capite.

Tra i cantoni beneficiari, il Vallese figura al primo posto con 452 franchi per abitante. Il Ticino si trova in sesta posizione con 230 franchi per abitante e i Grigioni al sedicesimo posto con 68 franchi pro capite.

La riforma dovrebbe attenuare sensibilmente le differenze per quanto riguarda gli oneri fiscali. Secondo il messaggio, gli scarti tra gli estremi potrebbero ridursi di un quinto.

Fare ordine

Gli effetti non saranno dovuti soltanto al nuovo sistema di finanziamento, ma anche alla semplificazione dei compiti. Attualmente, le relazioni finanziarie tra la Confederazione e i cantoni mancano di chiarezza a tal punto che non si sa più chi è responsabile di che cosa, ammette il Consiglio federale.

Il progetto prevede che la Confederazione sarà la sola competente per sette settori, tra cui la manutenzione delle autostrade, le prestazioni individuali dell’AVS e dell’AI e la difesa nazionale. Tredici settori saranno invece cantonalizzati. Tra questi figurano la formazione scolastica speciale e i contributi agli istituti per handicappati.

La collaborazione intercantonale dovrà essere estesa, con al centro una compensazione degli oneri. Saranno presi in considerazione nove settori, tra cui la medicina di punta, le alte scuole e la gestione delle scorie.

Confederazione e cantoni continueranno a suddividersi i compiti in dodici settori, come la riduzione dei premi dell’assicurazione malattia e i trasporti pubblici regionali. Lo Stato non verserà più contributi attribuiti, ma importi globali vincolati a obiettivi pluriennali, ciò che dovrebbe dare maggiore libertà d’azione ai cantoni.

swissinfo e agenzie

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