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Passi avanti contro la corruzione e il crimine

La Svizzera colma le lacune nella lotta alla corruzione. Photopress

La Svizzera ha colmato le lacune in materia di lotta alla corruzione: in futuro anche nel settore privato le bustarelle saranno considerate un crimine.

La Camera bassa del Parlamento ha pure ratificato un accordo che prevede una maggiore collaborazione con Europol, segnatamente nella lotta al terrorismo.

Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Consiglio nazionale ha accettato giovedì all’unanimità di rafforzare le normative contro la corruzione, affinché la Svizzera possa aderire alla relativa Convenzione del Consiglio d’Europa.

In effetti su alcuni punti la legislazione elvetica non era conforme alle esigenze stabilite da questa Convenzione, che mira ad armonizzare le norme penali degli Stati membri e a rafforzare la cooperazione internazionale.

Corruzione passiva perseguita, ma su denuncia

In particolare, la legge svizzera era assai frammentaria per quanto concerne le sanzioni previste in caso di corruzione nel settore privato.

In futuro, la corruzione passiva – ossia accettare una bustarella – sarà punibile pure nell’economia privata.

Contrariamente a quanto domandava la sinistra, che chiedeva di perseguire questi crimini d’ufficio, la maggioranza del Consiglio nazionale ha però optato per la variante che prevede di aprire un’inchiesta solo dopo una denuncia.

Affinché il potere giudiziario possa intervenire – ha sottolineato il ministro di giustizia e polizia Christoph Blocher – bisogna che sia venuto a conoscenza dell’infrazione, ciò che potrebbe essere difficile senza una denuncia. Un’analisi condivisa da diversi deputati, secondo i quali per scoprire simili casi è necessaria in generale la collaborazione delle persone interessate.

Nel caso in cui il reato potrà essere provato, l’imputato potrà incorrere in una multa fino a 100’000 franchi o in una pena detentiva.

Un altro cambiamento importante concerne la corruzione passiva di funzionari pubblici esteri, che sarà pure punibile in futuro. Quella attiva, per contro, è già sanzionata nel diritto svizzero, così come quella passiva di funzionari elvetici.

La responsabilità delle imprese in caso di corruzione attiva sarà inoltre estesa.

Accordo con Europol

Nella sua seduta di giovedì, il Consiglio nazionale ha pure ratificato un accordo con Europol per rafforzare la cooperazione nella lotta contro il crimine organizzato e il terrorismo internazionale.

Il trattato prevede una maggiore collaborazione tra le forze dell’ordine svizzere e l’Ufficio europeo di polizia, che ha sede all’Aia, per otto categorie di delitti: terrorismo, traffico illecito di materie nucleari e radioattive, tratta di esseri umani, reti di immigrazione clandestina, traffico di stupefacenti, criminalità legata alle auto rubate, falsificazione di denaro e riciclaggio di denaro sporco.

Grazie a questo accordo, la Svizzera ed Europol potranno fornirsi assistenza reciproca nelle inchieste, in particolare trasmettendosi delle informazioni operative e strategiche o scambiandosi degli agenti di collegamento.

Ratificata pure un’altra Convenzione contro il terrorismo

Infine, con 117 voti contro 13, i deputati hanno pure accettato di ratificare il protocollo alla Convenzione europea per la repressione del terrorismo.

Questo testo estende la lista degli atti terroristici che non possono essere considerati come reati politici che consentono di sfuggire all’estradizione o alla concessione dell’assistenza giudiziaria.

La Svizzera, comunque, non sarà costretta a concedere l’estradizione quando la persona ricercata rischia di essere torturata o condannata a morte.

L’oggetto dovrà ancora essere esaminato dal Consiglio degli Stati.

swissinfo e agenzie

La Convenzione penale del Consiglio dell’Europa sulla corruzione è entrata in vigore nel luglio del 2002.

Mira ad armonizzare le norme penali degli Stati membri e a rafforzare la cooperazione internazionale.

Oltre alla corruzione nelle sue diverse forme, tra cui quelle di giurati o di persone chiamate ad arbitrare dei litigi, condanna le infrazioni connesse, in particolare il riciclaggio di denaro.

L’accordo tra la Svizzera e l’Ufficio europeo di polizia (Europol) è per contro stato siglato nel settembre del 2004 e prevede una collaborazione per otto categorie di delitti.

Questo testo contiene pure delle disposizione per garantire la protezione della sfera privata inscritta nella Costituzione federale.

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