Personale sanitario in sciopero
Più paga e migliori condizioni di lavoro sono le rivendicazioni del personale sanitario in piazza in diverse città svizzere.
Migliaia di adetti al settore sanitario hanno protestato mercoledì in numerose città svizzere contro il degrado delle loro condizioni di lavoro e salariali e contro la carenza di personale. Secondo il Sindacato svizzero dei servizi pubblici (SSP/VPOD) circa 17mila persone hanno derito alla giornata d’azione, svoltasi all’insegna di “più qualità e più salario per tutti”.
Oltre a uno “sciopero generale” – una simbolica “pausa antistress” dalle 11 alle 11h15 – sindacati e associazioni professionali di categoria hanno organizzato anche manifestazioni, tavole rotonde, catene umane e volantinaggi.
In particolare le richieste riguardano una rivalutazione salariale, un aumento delle assunzioni e migliori condizioni soprattutto per il lavoro notturno e a turni. Rivendicazioni anche circa il miglioramento dell’offerta di asili nido. L’Associazione svizzera dei medici assistenti e capiclinica (ASMAC) chiedeva una diminuzione delle ore settimanail per i medici ospedalieri.
Sulla Piazza Federale di Berna è stata organizzata una manifestazione, il “Power Nurse Day” in cui il personale infermieristico intendeva far pressione sui politici perchè non rimandino all’infinito le discussioni sulle loro rivendicazioni. Per simboleggiare la lunga attesa che gli infermieri non sono disposti a tollerare ulteriormente, una panchina di legno lunga un centinaio di metri installata davanti a Palazzo Federale .
A Zurigo organizzati stand d’informazione sulla Paradeplatz e una tavola rotonda sul tema «medicina e due velocità». Meno impellenti le richieste salariali a Zurigo rispetto ad altri cantoni. Il personale sanitario di Zurigo ha infatti recentemente ottenuto dei risultati notevoli: 240 milioni di arretrati e 70 milioni di aumenti versati in tutto il cantone. Il Canton Soletta ha accordato un aumento generalizzato ai salari del settore, in particolare al personale sanitario che debutta nella carriera ospedaliera (+ 5 %).
Spitex di Zurigo è invece molto insoddisfatta delle condizioni dei propri collaboratori, impegnati nella cura di lungo degenti, di invalidi e nelle cure a domicilio. La pressione cresce e il timore di veder sparire le sovvenzioni si fa più concreto. Le casse malati, i datori di lavoro, i sindacati e l’amministrazione pubblica devono trovare un accordo sul contenimento dei costi, che non metta a repentaglio la funzionalità dei servizi prestati, secondo Spitex.
Altre dimostrazioni della giornata a Basilea, con una catena umana dall’ospedale cantonale al municipio e in serata manifestazioni analoghe anche a Losanna, San Gallo, Lucerna, Svitto, Aarau, Soletta e Zugo. Vi hanno aderito anche ospedali dei cantoni Ticino, Grigioni, Friburgo e Vallese.
swissinfo e agenzie
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