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Democrazia diretta in Svizzera

Rau alla Svizzera: i vantaggi dell’apertura

I presidenti di Germania e Svizzera, Rau (a destra) e Ogi, passano in rassegna la Guardia d'onore Keystone

Johannes Rau, in visita di Stato in Svizzera, ha augurato al popolo elvetico di essere lungimirante nel decidere, domenica, sugli accordi bilaterali con l'Unione Europea: condividere le responsabilità rafforza l'identità e la sovranità.

Nel discorso ufficiale, pronunciato mercoledì pomeriggio a Palazzo federale, il presidente della Germania, Johannes Rau, ha pure espresso la speranza che le relazioni fra Svizzera e Ue siano concepite «non solo come un fardello, bensì anche come opportunità per il benessere politico ed economico del Paese».

Rau ha sottolineato che «la condivisione della responsabilità internazionale non è un pericolo per l’identità di un Paese. Anzi, essa rafforza la sua identità e la sua sovranità, perché consente di partecipare attivamente e di rappresentare i propri interessi dove vengono adottate decisioni».

Il presidente tedesco ha pure affermato che in Germania si seguono «con grande interesse gli sforzi della Svizzera volti ad assumere più responsabilità a livello internazionale».

L’alto ospite ha d’altra parte rilevato come la Svizzera rappresenti un esempio per l’Europa, in quanto «unità multiculturale nazionale» e «Paese federale, trasparente e democratico». Rau ha osservato che il modello elvetico di Stato federale, fondato nel 1848, è «un obiettivo che il resto dell’Europa tenta di raggiungere solo cento anni dopo».

L’allocuzione di Rau era stata preceduta da quella di benvenuto- nelle quattro lingue nazionali – del presidente della Confederazione Adolf Ogi, che pure ha fatto riferimento alla questione europea, rammentando a questo proposito la proverbiale lentezza elvetica nei processi decisionali e la tipica strategia svizzera dei «piccoli passi». E un «passo piccolo», «ma certamente sicuro», secondo Ogi, è costituito dagli accordi bilaterali in votazione domenica prossima.

Il presidente della Confederazione ha infine interpretato la visita di Rau «come l’invito a trasformare l’amicizia e il vicinato germano-svizzeri nel nucleo centrale della nostra costruzione in comune di un’Europa del futuro, all’insegna della pace e della libertà».

La Germania è il principale partner economico della Svizzera, con il 31 per cento di importazioni ed il 23 per cento delle esportazioni. La Svizzera è inoltre il terzo più importante investitore in Germania dopo Stati Uniti e paesi Bassi, con il 12 per cento della totalità degli investimenti diretti (circa 28 miliardi di franchi nel 1997).

In Germania vivono 67 mila svizzeri, di cui quasi 40 mila con la doppia nazionalità. Inversamente 102 mila tedeschi hanno il loro domicilio nella Confederazione, ai quali si aggiungono 30 mila pendolari.

swissinfo e agenzie



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